Copenhagen bites.

0 Posted by - aprile 12, 2012 - gorgelous
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di Alice Bottaro.

La leggenda narra che Copenhagen sia la nuova Mecca del cibo – e non è un caso che il “miglior ristorante del mondo” si trovi proprio lì (per la cronaca, è il Noma di René Redzepi, miracolato per due anni consecutivi da S. Pellegrino). Noi però non siamo tipi da credere alle leggende a occhi e bocca chiusi: ecco perché siamo andati ad assaggiare di persona.

UMAMI

Cucina franco-giapponese

Store Kongensgade 59

Il locale è bellissimo: luci soffuse, arredamento di design e un servizio davvero impeccabile. Al piano di sotto ti accoglie il cocktail bar, con i suoi drink fatti di tre quarti di sapienza e uno di fantasia (vedi – e bevi – il Lemongrass Saketini). Sali le scale, superi la cucina a vista (da queste parti un particolare ricorrente) e arrivi nel ristorante vero e proprio. I piatti, prevalentemente giapponesi, sono tutti rivisitati con imprevedibile tocco francese. Gustati per voi: gamberoni in tempura serviti con maionese al wasabi (deliziosa!), un classico Spicy Tuna Uramaki fatto come Giappone comanda e un incredibile Magyu Beef alle tre salse. La lista dei vini è superbamente fornita, internazionale e piuttosto costosa (altro elemento ricorrente a Copenhagen): noi abbiamo accompagnato la cena con uno Chardonnay californiano. Cin cin.

Curiosità: gli aficionados di Malcolm Gladwell e i foodies più esperti probabilmente lo sapranno, ma “umami” è uno dei cinque gusti fondamentali percepiti dalla nostra lingua.  

LOUISIANA MUSEUM CAFè

Louisiana Museum of Modern Art

Gl. Strandvej 13 3050 Humlebæk

Intanto, non è nemmeno un vero e proprio ristorante: ricorda più un bar/buffet, genere Ikea. E poi è anche a mezz’ora di treno da Copenhagen. Allora perché andarci a mangiare? Perché il museo vanta una splendida collezione di arte contemporanea – e, per la gioia degli shopaholic, anche un bellissimo negozio. Perché il Cafè serve degli ottimi sandwich freschi (anche per vegetariani), un gustoso caffè importato dal Brasile e dei dolci iperpeccaminosi. E perché mangiare languidamente seduti in un parco che affaccia sul mare dell’Øresund è un’esperienza culturale – e alimentare – quasi sublime.

GEIST

Cucina nordica

Kongens Nytorv 8

Prendete Bo Bech, celebrity chef danese, e il suo amore per gli ingredienti locali. Sedetevi lungo i banconi che abbracciano l’elegante cucina a vista e perdetevi nei movimenti dei giovani e bellissimi cuochi, proprio come foste a teatro. Intanto, spiluzzicate un po’ di pane e burro e magari ordinate un buon bicchiere di vino. A quel punto arrivano gli asparagi bianchi ricoperti da un velo di crema di mandorle e il ristorante, o forse il mondo intero, si ferma. “Una cosa così buona non l’ho mangiata”, pensi. E continui a pensarlo anche mentre assaggi l’avocado grigliato con granchio, l’aragosta al sesamo e ravanelli, il filetto alle erbe e la torta aromatica alla banana con acero e lime. Tutto delizioso, delicato, perfetto. Poi ordini il caffè e insieme al tuo espresso arriva anche una nuvola di zucchero filato al limone. Ed è lì che pensi che il paradiso, probabilmente, lo vorresti un po’ così.