Di Raquel Garcia

mayor1defPrometto di fare come se vedessi per la prima volta, con occhi puliti e amorevoli, enormi e curiosi. Tanti anni passati a Madrid, eppure lo scorrere dei giorni ancora non ha fatto si che non mi abbagli più, è ancora misteriosa e provocatoria, ancora  mi rende la vita psichedelica ad ogni passeggiata.

Sono in una delle più belle piazze di Spagna, insieme a quelle di Salamanca e di Siviglia, la Plaza Mayor di Madrid. Grandioso teatro di importanti eventi storici, è oggi il cuore della Villa di quella Madrid detta degli Austrias. Qui l’inesauribile energia madrileña scorre sul selciato. Questa piazza è stata testimone di proclamazioni di re di Spagna, nozze di infante, atti di fede, della rivolta di Squillace e persino di corride… ed è anche scampata a tre incendi, l’ultimo, nell’agosto del 1790 fu devastante, le fiamme distrussero tre quarti dei suoi edifici. La sua ricostruzione cambiò la fisionomia della Piazza, i suoi angoli furono chiusi e nove arcate d’accesso furono aperte, da allora… abbia la fretta che abbia e vada dell’umore che vada, il tuo ingresso nella Piazza è sempre trionfale! La Casa de la Panadería è quella con la facciata con più estimatori, è così attraente… i suoi dipinti mitologici, zodiacali… i suoi colori… non potrebbe essere più bella!

Niente di più caratteristico, a qualsiasi ora del giorno, del mangiare un panino coi calamari nella Plaza Mayor, simbolo culinario della piazza da prima degli anni settanta. Una delizia spaccadiete e ammazzafame, una tappa indispensabile del percorso turistico castìzo. Nel bar “La Campana” i panini di calamari vengono con spettacolo incluso, perché mentre fai la fila puoi vedere come si moltiplicano le braccia e le mani del cuoco che, senza perdere il sorriso, con orgoglio stima che arriva a farne circa 3000 al giorno. È tradizione in questo bar lasciare una mancia, e ogni volta che qualcuno lo fa si suona una campana di bronzo sul bancone, da cui il suo nome. La tradizione dei settanta vuole anche che te lo mangi seduto sul selciato della Plaza Mayor… io per degustarlo mi dirigo verso il centro di questa, dove si erge la statua di Filippo III a cavallo, e sdraiata sotto l’enorme statua, mentre gioco a scoprire forme nelle nuvole… un esercito di piccioni mi piomba adosso!. È allora che mi viene in mente la descrizione di paura. Paura: detta anche terrore, si sperimenta quando credi di star per subire un danno, gli occhi ti si sgranano e il cuore pompa più sangue alle tue gambe per poter fuggire… come quando ti insegue un dinosauro, o come quando stai per essere divorata da centinaia di piccioni, come era il caso. E di nuovo mi ritrovo dentro Gli Uccelli di Hitchcock, come in quel pomeriggio nella mia idolatrata Stoccolma e quel sandwich… Il panico non mi impedisce di scegliere, per la mia fuga, l’arcata più emblematica e monumentale, Cuchilleros, mille volte attraversata da Luis Candelas, bandito divenuto leggenda, il quale derubava i ricchi perché, a suo dire, le ricchezze erano mal distribuite. Si riuniva con la sua banda proprio sotto questo arco dove adesso c’è il ristorante “Las Cuevas de Luis Candelas”.

Qui tavolini e sedie si addentrano lungo le gallerie e grotte sotterranee dove il ladro pianificava le sue rapine e divideva i bottini. Qui mi riparo, mi hanno raccontato meraviglie della loro sangría, preparata nel modo giusto, di quelle che non ti sazia, di quelle che dopo il primo sorso ne vuoi sempre di più e di più… I camerieri sono agghindati nello stile di Luis Candelas, molto folklorici! E tanto li fisso che pretendono con una foto che la mia visita alle grotte sia indimenticabile. Tutto fu, come ogni volta che esco di casa con gli occhi di turista.

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Squid in Plaza Mayor

I promise to do as if seeing it for the first time, with clean and friendly eyes, huge and inquisitive. Years in Madrid and the dripping days has not yet to stop dazzle, is still mysterious and provocative, yet life turns psychedelic on every walk.

I am in one of the most beautiful squares in Spain, along with Salamanca and Seville, the Plaza Mayor of Madrid. Great scene of key historical events, is now the heart of the Villa of the that Madrid called de Los Austrias, here the madrileña‘s inexhaustible energy runs through its cobblestones. This square has lived the proclamation of kings of Spain, Infantas weddings, autos of faith, the Motín de Esquilache and even bull corrida‘s .., and has survived three fires, the last in August 1790 was devastating, flames destroyed its three quarters. Its reconstruction changed the physiognomy of the Plaza, was closed at the corners and nine arches rose Access , since then whatever the hurry you are in or whatever in the mood you are going … your entrance to the Plaza is triumphant! The Casa de la Panadería is the frontage with more suitors, it’s so attractive … their mythological and zodiacal paintings… its color … it can not be prettier!

Nothing more characteristic at any time of day than eat a squid sandwich in the Plaza Mayor, culinary symbol of the square from before the seventies. A dietbreaker delight, hungerkiller, an indispensable of the castizo tour. In “La Campana” bar squid’s sandwichs come with show included because while standing in line you can see how the arms and hands of the cooker multiplies that still smiling proudly estimates that he makes about 3,000 of them a day. It is tradition in this bar to give a gratification and every time someone does they sound a bronze bell on the bar, hence its name. Seventies tradition also dictates that you eat it sitting on the floor of the Plaza Mayor … I go to the center of it, where the statue of Philip III on horseback stands, and lying under the huge statue, while playong to find out shapes in the clouds… an army of pigeons swoops me!. Then there comes to my mind the description of fear. Fear: also known as terror, appears when you expect to suffer damage, your eyes get wide and your heart sends more blood to the legs so you can run away … like when a dinosaur haunts you or when you are going to be devoured by hundreds of pigeons, as was the case. And again I find myself in Hitchcock’s The Birds, like that day in my idolized Stockholm and that sandwich… Panic does not prevent me to choose for my escape the most emblematic and monumental arch, Cuchilleros, where luis Candelas passed thousand of times, the bandit become legend that ransack rich because he said  fortunes were badly distributed. He met with his crew right under the arch where it is now the “Las Cuevas de Luis Candelas”restaurant, here the tables and chairs pass through the galleries and underground caves where the thief planned his robberies and divided the spoils obtained. Here I take refuge, someone have talked wonders of their sangria, prepared just right, the one which does not sate you, the one that after the first sip, you want more and more. The waiters are dressed up in Luis Candelas’s style, pretty folk! And I look at them so much that they just pretend with a pic to make unforgettable my visit to the caves. Everything was, like every time I leave home with the eyes of a tourist.

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