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di Marco Bulgarelli

Danubius è un viaggio fotografico alla ricerca dell’identità europea dopo l’allargamento ai paesi dell’Europa centro-orientale, ma anche un viaggio empatico, un gesto d’amore verso l’eterno Danubio che porta con sé tutta la cultura, la storia e l’identità dei popoli che costituiscono quell’arazzo screziato che chiamiamo Europa. I fiumi sono stati il sistema circolatorio della loro storia, che ha condotto nel corpo del continente i nutrienti del sapere e dei costumi, del pensiero e della vita, ma anche le tossine e i batteri delle peggiori patologie. Dalle guerre fratricide dei secoli passati ai mali dell’età contemporanea: l’inquinamento industriale, l’abuso d’infrastrutture e la pesca eccessiva. Non a caso il Danubio è stato dichiarato uno fra i dieci fiumi più a rischio nel mondo (rapporto ONU e WWF): attraversa il cuore dell’Europa e sembra specchio delle sue contraddizioni, delle sue bellezze incantevoli.
Il Danubio è l’unico fiume al mondo che passa per dieci stati della vecchia e nuova Europa. Da una parte è il simbolo dell’unità, come una lunga cicatrice che lentamente guarisce e presto diventerà invisibile. Dall’altra parte divide il continente a causa delle differenze storico-culturali. Certamente l’identità europea è in movimento e in lenta trasformazione. La frontiera che un tempo vanificava la ricerca dell’altrove, del territorio dell’utopia, oggi è diventata un’opportunità per chi non ha trovato posto nella sua terra. Comunque la questione “dell’altro” è sempre al centro del dibattito sull’integrazione europea.

In ogni paese visitato, ho cercato di trasformare in pensiero visivo l’anima dei luoghi e gli stati d’animo della gente, “respirando” le atmosfere e “sentendo” le persone, al fine di coglierne la quintessenza.
Il progetto è diviso in quattro aree geografiche corrispondenti ai principali gruppi linguistici presenti nell’area danubiana, proprio per conservare i diversi caratteri identitari dei luoghi e delle genti, perché fossero così mostrati e percepiti in tutte le loro differenze e similitudini, e armonizzate in un corpo unico che ne restituisse l’unità.
Nonostante il fiume sia stato il soggetto principale delle fotografie, le immagini prediligono i sentimenti, gli stati d’animo, gli attimi, e rivelano un’umana quotidianità, arrivando alla complessità del racconto attraverso l’accumulo delle emozioni.
Quarantotto fotografie che generano immagini della coscienza individuale e collettiva, dell’uomo e della natura, alludendo a progresso e tradizione, religione e libertà, guerra e pace, ricchezza e povertà, piacere e amore, solitudine e alienazione, tristezza e felicità.
Immagini che affrontano temi universali nel particolare dei singoli contesti, con l’intento di tracciare i contorni della nuova identità danubiana in una dimensione psicologica e atemporale.
Nel complesso ho cercato di fondere uno stile documentaristico con un linguaggio poetico: tra verità, bellezza e armonia.

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Chi è Marco Bulgarelli:

Nasce a Roma nel 1973.
Con il lavoro “The Goths” vince il festival Enzimi.
Inizia la carriera nel 2003 lavorando per il settimanale Espresso occupandosi principalmente della cultura giovanile in Italia e delle trasformazioni urbane e sociali nelle capitali europee.
Nel 2007 partecipa al festival internazionale di fotografia di Roma con “Little China”, ricerca fotografica sui vari gradi d’integrazione della comunità cinese in Italia, e nel 2008 con “The consumer society”, indagine sul mondo dei consumi.
Il suo interesse per il sud dell’Asia lo porta prima in Birmania e poi, nel 2008, per vari mesi in India, dove documenta la situazione attuale del paese.
Dal 2002 lavora frequentemente nell’est Europa, documentando la vita dei Figli di Chernobyl negli orfanotrofi della Bielorussia (2002), il passaggio dell’Estonia nell’UE (2003), la crisi nella Germania dell’Est (2004), la Budapest contemporanea (2007), la rinascita di Belgrado (2008), il delta del Danubio (2010), e la Polonia (2012).
Dal 2008 al 2010 viaggia lungo il fiume Danubio per realizzare un progetto sull’identità europea dopo l’allargamento verso est.
Nel 2010 “Abruzzo earthquake” si classifica finalista al SONY PHOTOGRAPHY AWARDS.
“Abruzzo earthquake” riceve la menzione d’onore al PRIX DE LA PHOTOGRAPHIE PARIS 2010.
Dal dicembre 2010 è rappresentato nel mondo dall’agenzia GAMMA.
Nel 2011 il suo interesse si focalizza sul mondo Arabo, Siria – Egitto.
Nel 2013 espone Danubius al Museo di Roma in Trastevere e racconta la cultura dei cowboys e la subcultura dei metallari cristiani in Italia.
Nel 2014 pubblica la sua opera prima, il libro Danubius.

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