The obliteration room, un progetto di Kusama Yayoi del 2011 mi stupisce ancora perché è semplice, disarmante. Uso le sue immagini ogni volta che scrivo un progetto strategico che focalizza sulla positività dello sguardo. Ma perché mi piace così tanto? Forse proprio perché è tanto semplice, è un po’ il sogno di ogni creativo, un mondo bianco da riempire di idee, progetti, a cui trovare un’anima, un senso, a cui dare vita. Quello stesso foglio bianco che ogni giorno come un pozzo senza fondo ci troviamo davanti. Con la minaccia di diventare un buco nero o di diventare invece uno dei nostri progetti migliori.

Yayoi Kusama (Matsumoto, 22 marzo 1929) è un’artista giapponese.
Yayoi Kusama nasce a Matsumoto nel 1929. Studia la pittura Nihonga, uno stile di grande rigore formale. Nel 1958 si trasferisce a New York attirata dal potenziale sperimentale della scena artistica dell’epoca. Nel 1959 crea i suoi primi lavori della serie Infinity Net, delle grandi tele lunghe quasi una decina di metri. Negli anni ’60 si dedica all’elaborazione di nuove opere d’arte, per esempio Accumulatium o Sex Obsession.
Precorritrice della Pop Art, e dei movimenti minimalista e femminista, ha influenzato alcuni dei suoi contemporanei, fra cui Andy Warhol eClaes Oldenburg. Voce importante dell’avanguardia è uno dei più importanti artisti giapponesi


 

The obliteration room 2011 revisits the popular interactive children’s project developed by Yayoi Kusama for the Queensland Art Gallery’s ‘APT 2002: Asia Pacific Triennial of Contemporary Art’.

The white room is gradually obliterated over the course of the exhibition, the space changing measurably with the passage of time as the dots accumulate as a result of thousands and thousands of collaborators.  It functions as a blank canvas to be invigorated — or, in Kusama’s vocabulary, ‘obliterated’ — through the application, to every available surface, of brightly coloured stickers in the shape of dots.

Yayoi Kusama (草間 彌生 or 弥生 Kusama Yayoi?, born March 22, 1929) is a Japanese artist and writer. Throughout her career she has worked in a wide variety of media, including painting, collage, sculpture, performance art, and environmental installations, most of which exhibit her thematic interest in psychedelic colors, repetition and pattern. A precursor of the pop art, minimalist and feminist art movements, Kusama influenced contemporaries such as Andy Warhol and Claes Oldenburg. Although largely forgotten after departing the New York art scene in the early 1970s, Kusama is now acknowledged as one of the most important living artists to come out of Japan, and an important voice of the avant-garde.

 

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