Ci deve essere una relazione tra gli inventori di salse e i creatori di scialli, di sciarpe e di foulard, forse parentela, se non addirittura identità. Sia le une che gli altri sono stati cuciti e cucinati per riparare, coprire, ma allo stesso per insaporire qualcosa che altrimenti risulterebbe incompleto, vuoi un tailleur, vuoi una tagliata. Tra la haute couture e la haute cuisine la differenza è commestibile.

La salsa è un condimento avvolgente, un orpello che valorizza un ambito spoglio, un indumento che copre e scopre un sapore segreto. La salsa risponde alle necessità estetiche della misera pietanza, così come un foulard cerca di dare dignità a una maglietta che fa pietà. Le salse attraggono, sono calamite per dita e per pezzi di pane mossi da mani golose. Se volete sedurre qualcuno, in salsa sarà più facile: con i colori romantici della salsa rosa, con le carezze vellutate della bernaise o addirittura erotiche, come solo sanno fare le salse autoreggenti. La salsa anima il cibo: non a caso è anche un ballo. Ma attenzione.

Diffidate della facile confidenza che le salse concedono, prima vi fanno leccare le dita e poi ci si ritrova a leccarsi le ferite. Le salse ammaliano ma non tutte provengono dalla High Sauciety, alcune si rivelano un’indigesta contraffazione.

La bechamel – che in italiano fa besciamella, mostrandosi ancor più Lolita – è l’esempio perfetto perché sembra un tipo facile: latte, burro, farina, noce moscata, sale. Ma non lo è. Oggi si è perso il gusto della semplicità, sono tempi sofisticati, e pochi riescono a dosare ad arte questi ingredienti.

L’errore di concedersi alla prima bechamel che passa si paga il giorno dopo, quando al risveglio si prende subito coscienza del danno avvenuto, mentre si è ancora tra le lenzuola – Dio mio, che ho fatto? – Ci si gira nel letto e ci si accorge che la falsa besciamella è ancora lì, e pesa sullo stomaco. Non è più quella affascinante ammaliatrice a cui abbiamo ceduto per fragilità, ma una cosa fredda e rappresa davanti alla quale si volta la testa. È bene fare attenzione a tavola, sia al cibo che alla compagnia.

Se volete dormire serenamente, fate come Marilyn, mettetevi qualche goccia di bechamel addosso, ma badate che sia originale, genuina e ben fatta. Farete sogni profumati e vi alzerete con sano appetito.

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