di Alessandro Ceci

Da lontano è così, classica ed elegante come certe chiese romane. Da vicino cambia tutto. Non so se conoscete la sottile arte porno dei Manga giapponesi, i disegni sembrano appartenere ai cartoni della nostra infanzia ma l’immaginario espresso è rigorosamente vietato ai minori.

Il telaio stava accantonato da una parte, mai uscito dal negozio, sorpassato nei materiali da bici probabilmente meno importanti di lei. La sua fattura è superba, in acciaio, costruito da quel maestro che è Scapin, non c’è un filo di saldatura. Una geometria perfetta. È scattata la scintilla. Era da tempo che volevo ricoprire con quei Manga un telaio perfetto, intrecciare i disegni di quei corpi all’apparenza innocenti, coinvolti in un peccato senza malizia, fino a farli vivere sotto un’altra forma. Meccanica. È stata la prima. Forse rimane la più bella.

La prima volta che sono salito su questa bici ho provato un nuovo piacere, un piacere inaspettato, sconosciuto e molto appagante, quello di “usare” una mia “opera” per andare in giro, per muovermi… un’emozione che unisce la soddisfazione della creatività e la sensazione di libertà che solo la bici ti sa dare..

http://www.alessandroceci.com/pornobike-scapin-singlespeed/

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