Ho sempre creduto nell’empatia, nell’assomigliarsi, nell’incontro fertile con persone simili a me. E negli anni ho incrociato molte vite, e ho goduto di amicizie, amori, affetti, progetti comuni, parole pensate e dette assieme. La curiosità mi ha fatto cercare in ogni incontro la bellezza più profonda, quella che si annida accanto all’anima. Sono stata una donna fortunata. Tante volte. Poi l’anno scorso dopo percorsi importanti che dalla mente passavano per il corpo, fino a toccare il cuore, mi sono persa nei sotterranei della Stazione Termini. Dopo una riunione, ho sbagliato porta.

E quando me ne sono accorta ho scoperto che era ormai chiusa. Per la notte. Come tutti gli incubi che si rispettino, il telefono stava morendo. E io forse pure. Mi sono aggrappata alla vita prendendo a pugni un ascensore. Un tipo ha aperto quella porta e mi ha chiesto: ma lei che ci fa qui?

Già che ci faccio qui? Me lo sono chiesta anche io. Ma non pensavo al quel posto, quanto invece a quel punto della vita.

E dopo un quarto d’ora mi sono seduta su uno scalino dell’atelier di Claudia.
Claudia, la conosco da tantissimi anni. Claudia. Non c’è nessuno più diverso da me. Io alta, bionda, magra mai. Le piccolina, mora, magra sempre. Io parlo tanto. Lei tace e scruta la vita. Io con un’energia capace di muovere il mondo. Lei con un’energia potente, capace di muovere le anime. Dopo venti anni di meditazione vera, Claudia è energia pura.

Tante cose diverse, ma tanta ricerca artistica, visiva e di senso sul cibo in comune. In fondo da piccola nella mia famiglia sapevamo di vaniglia.

In quel momento, su quello scalino, la vita ci ha fatto rincontrare. E qualcosa dentro mi ha fatto sentire che quello era il posto giusto per ripartire. Intanto io avevo mosso i primi passi nel mondo delle terapie corporee, del craniosacrale, dell’anatomia esperienziale, della meditazione, dopo un percorso analitico junghiano potente e illuminante. Ed ero arrivata fin lì. E l’anima, da persona molto sensibile, la maneggiavo anche io.

Su quello scalino le ho chiesto di accompagnarmi nel mio anno sabbatico di transizione che stavo iniziando. È stato un percorso importante di grande evoluzione, culminato con una grande paura per la mia vita. In quest’anno abbiamo lavorato sul colore, sulla creatività, sul respiro, sul meditare.

Ma soprattutto abbiamo lavorato a Biancoluna, un progetto di consapevolezza attraverso il cibo. Abbiamo immaginato delle notti di luna piena, le abbiamo immaginate tutte bianche, 4 notti, una per ogni stagione.
Abbiamo fatto ricerca di sapori, materie, di forme, di senso. Di nuovi concetti. Di parole che da sole uscivano dalla mia matita. Claudia ha iniziato a lavorare sulle ceramiche, che appena nate, già raccontavano la storia di questa prima notte.

Sabato 11 febbraio è stata la notte in cui ci siamo veramente incontrate, la prima notte di luna piena, in cui 14 persone hanno condiviso con noi l’incontro fra l’orzo e la ricotta, fra il bianco e il nero, fra yin e yang, fra la bellezza e il buono, in silenzio, facendo parlare sapori e ricordi.
La notte in cui ognuno ha ritrovato il filo della memoria. Che l’ha riportato a Nanda e alla sua cena da principi in cucina, al cestino che scendeva in giardino con il pane alla ricotta e quello alla Nutella, alla colazione in silenzio con mamma in piedi che guardava, a quella terra del nord est che è rimasta nell’accento e nel cuore.
La notte in cui abbiamo assaporato la completezza nello scoprirsi diverso e quindi di nuovo uno, quando le diverse parti dell’anima si integrano, quando nascono nuove amicizie o nuovi amori, quando un figlio ti sorride e tu ripensi a quando eravamo già due in un corpo solo. È stato bellissimo. Fra poco arriva la primavera. E l’undici aprile ci sarà un’altra notte di luna piena.

Biancoluna, un progetto di Claudia Chianese e Patrizia Boglione
In collaborazione con Il Nido del Pettirosso e lo chef Raul Natividad
Sound design di Assunta Squitieri


Biancoluna è un progetto di ricerca sul valore del cibo e sul rito
del nutrire l’anima quando si nutre il corpo.

claudiachianese.it

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