painting01Gli auguri di Mario Flavio per il mio compleanno.

Immagina una situazione nella quale non hai mai assaggiato la cucina di qualcun altro, nessun altro al di fuori di te può cucinare e nessun altro al di fuori di te può assaggiare ciò che prepari. Nessuno potrà mai dirti se fai una cucina “buona” o “cattiva”. Sei solo con la tua esperienza, solo con il tuo gusto. Non devi e del resto buon puoi accettare alcuna autorità esterna, alcun giudizio esterno, poiché non c’è altro che la tua vita, e sei tu che la vivi, tu che la fai e la gusti, e nessun altro. La tua libertà e la tua responsabilità sono totali.

In questo ristorante, per te sola (se questo fosse un ristorante), non importa cos’è “buono” o “cattivo” in generale, ma sapere ciò che sentì tu nell’istante, perché non ci sarà nessuno all’infuori di te gustare quel piatto li. Questo si che sarebbe un ristorante molto Zen.

Imagine a situation in which you have never tasted the cuisine of someone else, no one else but you can cook and no one but you can say what to prepare. Nobody will ever tell you if you make a “good” or a “bad” cooking. You are alone with your experience, only with your taste. You do not have to accept any external authority, no external judgment, because there is nothing else than your life, and it’s you that taste it, nobody else. Your freedom and your responsibilities are totals.

In this restaurant, for you alone (if this were a restaurant), it does not matter what is “good” or “bad” in general, but only what you feel in the instant you enjoy that dish . This might be a very zen restaurant.

Lee Price paints figurative photo-realist self portraits from a bird’s-eye view that are both intriguing and obviously voyeuristic. She peels the skin off a part of women’s links to food that straddles a line between being intimate and a little gross.