di Michele Mancaniello

“ombra”

[óm-bra] s.f. 1 Zona di oscurità o minore luminosità prodotta dall’interposizione di un corpo opaco tra essa e la sorgente di luce; la figura, la sagoma oscura proiettata su una superficie da un corpo opaco colpito dalla luce || o. cinesi, quelle che rappresentano figure umane o animali disponendo opportunamente le mani tra una parete e una sorgente luminosa || figg. seguire qlcu. come un’o., seguirlo, accompagnarlo ovunque, sempre | aver paura della propria o., spaventarsi per nulla; 2 estens. Oscurità, buio; 3 estens. Sagoma, figura indistinta; 4 Traccia più scura su una superficie; 5 fig. Barlume, quantità minima; usato spec. per rafforzare frasi negative; 6 fig. Situazione, condizione di segretezza, di mistero || mettere in o., sminuire i meriti di qlcu., ridurne l’importanza reale; 7 fig. Riparo, protezione || vivere all’o. di qlcu., di qlco., sotto la tutela; 8 fig. Segno esteriore, appena accennato di uno stato d’animo; elemento, aspetto poco chiaro che genera sospetti; 9 In pittura, nel disegno e in fotografia, le zone oscure, i modi di realizzarle; i toni scuri che servono a creare contrasti, rilievi || luci e ombre, chiaroscuri.”

Immaginate che un bel giorno tutte le ombre la smettano di seguirci e da figure indistinte quali sono, tracce crepuscolari che vivono solo in presenza di un seppur minimo accenno di luce, diventino indipendenti. Dotate di una solida, tangibile fisicità. Votate a uno scopo (come, a detta di qualcuno, dovremmo essere altrettanto noi uomini). Con una funzione specifica. Che futuro immaginate per la vostra ombra? Astronauta, ballerina, asceta, velina o magari semplicemente quello che siete già voi? Magari solo un po’ più leggera di voi. Più libera di cambiare. Di modificarsi continuamente. Di seguire la luce; con essa nascere e con essa morire. Senza proferir parola mai. Senza un lamento. E senza un rimpianto. Come in una favola.

Shadow, il sottobicchiere di GumDesign per SerafinoZani è un oggetto inutile. Costoso e pesante. E’ in acciaio. Per giunta, suppongo, scomodo da utilizzare su una tavola imbandita. Ma nasce da una mente pura, capace di sognare ad occhi aperti e di stupirsi ancora per quel mondo fantastico che ci circonda. Una mente capace di dare vita, forma e funzione alle cose che non esistono. Non c’è ombra di dubbio.

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