Il mio mondo di cartapesta è meraviglioso. Marionette, burattini, ombre, pupi siciliani. Facevo l’animatrice per le feste dei bambini. A Roma c’eravamo soltanto io e il pagliaccio Crispino. E poi un mago di Napoli, che veniva in trasferta. Ho fatto più di 250 feste, per bambini di tutte le razze. Ora hanno dai 25 ai trent’anni. I bambini sono da sempre il fil rouge della mia vita.

Avevo imparato a fare i pupazzi da Maria Signorelli. Uomini e donne tirati giù da una favola. Animali dalle fattezze inventate. Compagni di vita. Usciti dai sogni. Un mondo fatto di gesti e poche parole. Ognuno ha una storia, nascevano dalle mie mani e da vecchi vestiti. E poi il debutto nel loro piccolo teatro, in attesa che nascessero i loro fratelli.

Li ho portati nella mia casa nuova. Mi facevano compagnia, soprattutto quando ero sola con la mia nuova vita.

Partivo con un teatrino fatto a mano da mio padre, e tante borse piene di pupazzi. In realtà era una professione. Ho sempre preso tutto molto sul serio, io. E ogni volta dopo uno spettacolo, mi scoprivo senza forze. Tutta la mia energia era finita dentro quei pupazzi, che solo per un’ora avevano vissuto di vita propria.

Un giorno, ho fatti il burattinaio per davvero. Il mio spettacolo era in cartellone al teatro La Chanson, per carnevale.

Ricordo solo una scena infinita in cui facevo il pagliaccio triste. Ma quella dannata cipolla non riusciva a farmi piangere. Strofinavo gli occhi con la cipolla, ma neanche lei riusciva a risollevare le mie scarsi doti di attrice tragica.

Forse non ero granchè portata per fare l’attrice. Ma tanti amici avevano portato i loro bambini.

Con il senno di poi credo che abbiano resistito fino alla fine solo perchè mi volevano bene.