Giuria severissima per la gara del pane, da Green Utopia.

Valutare il pane è un po’ come valutare l’olio. Quasi più difficile del vino. Perché tutti abbiamo un’idea del pane che ci siamo fatti da piccoli, perché il pane si ruba in cucina prima di cena, perché quando hai fame e sei al ristorante ti tuffi su quel cestino come un’aspirapolvere, perché pane e acqua è un cibo da galera, perché il pane si dà per scontato, perché al pane chi ci pensa mai. Ma nel pane c’è tutto un mondo, e i migliori ristoranti si riconoscono dal cestino del pane. Ma siccome “pane al pane, vino al vino” significa dire con schiettezza quello che si pensa, noi non abbiamo risparmiato niente e nessuno. Cinque bei pani fatti con lievito madre si sono contesi la prima gara del pane di Green Utopia, dove si fa ricerca sulle materie prime, sul biologico, sulla qualità dei prodotti e della filiera, dove si promuove il commercio equo-solidale.

Ecco i cinque finalisti: un pane alla curcuma, ottimo nella consistenza dai sapori pieni ma un po’ slegati, panini al finocchio troppo densi per respirare, una bellissima treccia dolce che però non era decisa nel gusto e troppo asciutta, uno strepitoso pane a cinque colori, che ha vinto il premio per la bellezza, ma che bruciava un po’ sulla lingua per la paprika nel rosso del pomodoro, e poi un pane al sesamo e olive, che quando l’abbiamo messo in bocca ci siamo detti:” toh, ecco il pane!” E poi buona alveolatura, buon contrasto fra la morbidezza dell’interno e la croccantezza della crosta sottolineata dai semi di sesamo. VINCE IL PANE ALLE OLIVE, CON LA RACCOMANDAZIONE DI CURARE LA COTTURA E FARE RICERCA SULLE FARINE.

Gorgelous in giuria, con Barbara Sbrocca di Viva e Vegeta e Roberta Capasso.

Green Utopia è in Via Fontanellato, 46 (Montagnola) e via Nemorense 39/B a Roma. Contatti: Montagnola: 06/5417518 – Nemorense: 06/8552001