di Umberto Pavoncello.

“Mangerai da ogni albero del Gan Eden ma dall’albero della conoscenza del Bene e del Male non mangerai perché nel giorno in cui ne mangerai sicuramente morirai.” Adamo e Eva, come si sa, convinti dall’astuto serpente, furono cacciati dal Gan Eden per aver mangiato dall’albero del Bene e del Male. Da notare che il Bene e il Male sono un tutt’uno, che il serpente gioca un ruolo fondamentale nella scelta e che i nostri progenitori scelgono di mangiare dall’albero pur essendo stati avvertiti che ne morranno.

Ma non si muore a causa della trasgressione bensì in virtù della trasgressione. Mangiare dall’albero del bene e del male significa acquisire quella conoscenza che distingue l’uomo dagli animali. La conoscenza è consapevolezza e morire, in sostanza, è la consapevolezza di essere mortali. Così come vivere è consapevolezza di essere vivi.

In ogni cosa Bene e Male coesistono e il compito dell’Uomo sta nel distinguere l’uno dall’altro e scegliere il Bene. “Ecco ho messo davanti a te oggi Vita e Bene e Morte e Male… Chiamo a testimoni il Cielo e la Terra di fronte a te: Vita e Morte ti ho messo di fronte, la Benedizione e la Maledizione – scegliete la vita affinché voi e i vostri figli possiate vivere!”

E il Male, in fondo, è la Morte, sono i comportamenti distruttivi o autodistruttivi di cui siamo sempre in qualche modo consapevoli. All’opposto, il Bene sono quei comportamenti che sentiamo buoni, che ci fanno vivere perchè sono “creativi” e creano realtà positive.

Qui si parla di libero arbitrio, della possibilità che sempre abbiamo di scegliere ogni volta che ci troviamo di fronte a un bivio. Una libertà che è soprattutto una grande responsabilità e che rende inutili i tentativi di dare la colpa a questa o a quella circostanza come fa Alberto Sordi che in Pretura piagnucola “c’ho avuto ‘a malattia, a me m’ha rovinato ‘a malattia… m’ha bloccato.”

Il serpente che cos’è? È, naturalmente, parte di noi, è quella vocina dentro di noi che minimizza, che trova le scuse, che si autoassolve. È la vocina che dice “che male c’è?”

Questo è un paradigma per tutta l’umanità. Siamo stati posti, tutti, nel Gan Eden, Vita e Morte ci sono state messe davanti e Dio ci ha detto di scegliere la Vita. Ma continuiamo ad ascoltare il serpente tentatore che ci esorta a mangiare frutti mortali nonostante le inevitabili conseguenze.

Comunque c’è discussione su quale fosse il frutto che rese mortale la coppia primordiale e, secondo i maestri, a quanto pare non era una mela. Forse per dire che non siamo ancora alla frutta.

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