Parigi, lungo la Senna, un gatto al guinzaglio. Terrorizzato, da se stesso, dalla sua ombra, da quella del padrone che lo crede un cane. Cammina rasente il muro, e ogni metro si spaventa dell’ombra della persona. Quando passano i cani, quelli che al guinzaglio ci sono abituati, rizza il pelo, inarca la schiena, e non si muove più. Appena può ritorna al muro, quella stessa ombra che lo terrorizza gli fa anche compagnia, lo rassicura. La gente, che a Parigi non si stupisce più di niente, sgrana gli occhi, inizia a seguirlo, con le macchine fotografiche. Io anche.