O forse nel suo packaging. L’uovo solo si fa da solo, nel suo packaging sperimentale dal nome che risuona curioso per un italiano: GOGOL MOGOL (nota della nostra collaboratrice russa: gogol-mogol in russo si riferisce allo zabaione…). Insomma la storia è questa: il progetto del gruppo Kian è stato presentato ad un contest dell’European Packaging Design Association. L’uovo si cuoce quando si rimuove una linguetta che divide gli strati di cartone riciclato in cui sono inseriti dei liquidi che, quando vengono a contatto, innescano una reazione chimica per cui l’uovo si cuoce e diventa sodo. Insomma il primo segnale che non c’è più bisogno di me.

Che il supermercato possa in futuro trasformarsi in un’immensa cucina in cui tutti si cuociono da soli? Immaginiamo che le patate si friggano, la bistecca accenda il barbecue, la minestra si scaldi e la pasta (nella fantastica pentola attrezzo che abbiamo posseduto e mai utilizzato) si butti a capofitto nell’acqua bollente già salata mentre il sugo si scalda a bagnomaria. E noi? Immaginiamo allora che una reazione chimica stimolata al contatto con la porta girevole del supermercato apra il nostro stomaco, ci faccia dimenticare che abbiamo appena preso un aperitivo, che un profumo di pane appena sfornato ci guidi inconsapevolmente ad un’isola promozionale dove il panino si apre da solo e accolga un dolcissimo prosciutto di Parma che è proprio quello che ci piace perché l’abbiamo comprato dieci volte nelle ultime 4 settimane (lo dice la carta fedeltà). Proviamo ad immaginare. Oppure andiamo in cucina e guardiamo l’uovo che bolle. Oggi come sarà? Alla coque ? Sodo? Accidenti troppo tardi è già diventato sodo.

Devo chiamare i designer ingegneri di Kian e chiedere loro di farmene una versione per l’uovo alla coque. IO ODIO L’UOVO SODO.