Where it started.

Where creativity started.

Questa storia inizia per me il 24 gennaio 2006. Da quasi vent’anni lavoro in pubblicità. Faccio l’art director. Sono una creativa. lo sono davvero, tutto quello che faccio lo faccio a modo mio, è una bella fortuna. Ti pagano per riempire di idee un foglio bianco. Stamattina resto a lavorare a casa. Sto facendo una gara. Devo fare delle foto. Ho bisogno dei pirottini. Sono quegli scodellini di carta in cui si mettono i pasticcini. Sono oggetti familiari per noi, a casa li abbiamo sempre avuti, di tutte le dimensioni. Mio papà era un pasticcere, é quello con il cappello che si vede qui in foto. Ora ha 78 anni, viene a casa mia e mi riempie il terrazzo di fiori. Oggi deve venire. Gli telefono e gli chiedo di comprarmi dei pirottini. Lui sa dove trovarli.

Infatti quando arriva ne porta di tutte le forme e dimensioni. Pirottini per professionisti. Io fotografo, lui lavora sul terrazzo. Parla poco. Come sempre. Come un buon piemontese timido e forte dentro.

“Ho chiesto a mamma di comprami un libro”. Mi giro, sorpresa. Di libri ne ho visti sempre pochi sul suo comodino. Era un uomo molto pratico.

“Che libro, papà?” chiedo.

“Il libro della Smorfia, stanotte ho fatto un sogno e devo giocare i numeri al Lotto.” risponde.

“Che sogno, papà?” chiedo.

“Non posso raccontartelo, mamma dice che poi i numeri non escono.” risponde.

“ Come vuoi, se ti fa piacere andiamo a comprarlo insieme.” Uno strano sentimento mi prende dentro.

Entrambi riprendiamo a lavorare. Ad un certo punto mi accorgo che si è appoggiato all’inferriata della finestra.

Inizia a raccontare:” Ero piccolo, piccolo come nella foto qui vicino, abbastanza grande per lavorare. Arrivo al ristorante di Magna Neta (magna in piemontese vuol dire zia, barba vuol dire zio) e sono l’ultimo arrivato. Vedo Barba Mino che mi accoglie con un sorriso e mi presenta a tutti. Sono il pasticcere più giovane. Corro da Magna Neta e le dico -ho visto Barba Mino era tanto che non lo vedevo, l’ho trovato bene-. Lei mi guarda e dice-Ma Barba Mino è morto, come fai ad averlo visto? E anche io sono morta, mentre tu sei vivo. Bisogna giocare al Lotto, Teresio (si chiamava così papà) andiamo a giocare al Lotto.”

Ho un tuffo al cuore. Ho un approccio romantico-scaramantico alla vita. Tutte le mattine guardo l’oroscopo. Mi piace credere che ci sia un destino che spartisce con me i successi e gli insuccessi della mia vita. E poi mi piace riconoscermi in quel Cancro, fragile e sensibile tutto casa e famiglia, un po’ lunatico e creativo, che si sente forte solo quando sta in quel guscio che sono i suoi affetti.

Dopo un po’ esco e lui torna a casa. Le ore passano e io sono sempre più turbata. Alle otto di quella sera una vicina lo trova steso in cantina, mezzo paralizzato, ha avuto un’emorragia cerebrale ed era solo. E io che sapevo, non c’ero. Non me lo perdonerò mai. 2 mesi di coma, poi troppo stanco della vita, morirà il 25 Marzo. Mamma guardando delle fotografie, scopre che il 24 gennaio era il compleanno di Magna Neta. Quella del sogno.

E da lì inizio a ricordare. Ma soprattutto lo voglio ricordare così. Attraverso tutta la dolcezza e la creatività che mi ha regalato. Ecco Gorgelous.

English version

This story begins for me January, 24, 2006. I’ve been working as a creative in advertising for more than 20 years. I’m an art director. Whatever I do, I do in my own way. I’m lucky. I’m paid to full a blank sheet of paper with ideas. This morning I’m working at home, I need to take pictures for a pitch. I need some cakes cups. We are familiar with them, we’ve always had in every dimensions and shapes at home. My father was a pastry chef. He’s the one with the hat in the picture. Now he’s 78, he comes home to take care of flowers. Today he’s supposed to come. I phone and ask him to buy cakes cups. He knows where to buy them. It’s his job. He comes, and starts working on the terrace. Few words. He’s shy and comes from the mountains. Very practical man.

“I’ve asked your mother to buy a book for me.” he suddendly says. I’m surprised. I’ve seen few books in his life.

“Which book, dad?” I ask.

“The one to interpret dreams.” Tonight I’d a dream and want to play Lotto”.

“Which dream, dad?”

“I cannot tell you, your mother says that I’ve to keep it secret, otherwise Lotto doensn’t work.”

“As you want. If you want we can go and buy it together.” A strange feeling takes me inside.

Both of us start working again. I see him close to the window when starts saying: “I dreamed that I was a child, big enough to work. I arrive at Magna Neta’s restaurant (Magna in dialect means aunt an Barba means uncle) and I’m the last one who’s arrived. I see Barba Mino, who welcomes me with a smile and presents me to everybody. I’m the youngest pastry chef. I run to Magna Neta, and tell her that I’ve met Barba Mino and that it was a long time since I met him last time. He looked well. She says: “But Barba Mino is dead, and I’m dead too, and you’re alive. How can you see us?” We have to play Lotto, Teresio (my father’s name), let’s go play Lotto.”

My heart is thudding. I’ve a romantic approach to life. Every morning I cast a glance to the horoscope. I like to believe that there is a destiny which runs my entire life. And I like to embody that Cancer, sensitive and fragile, lunatic and creative with a strong shell made by my heart and home. After a while I go out. Him too. After hours, I’m more and more troubled. At 8 p.m a neighbour finds him laying in the cellar, on the floor, half paralized, an ictus. He was alone. And I was not there. I won’t forgive myself. 2 months in coma, he will die, tired of life, on Mars 25. Mum looking at old pictures will find out that that day (January 24) was Magna Neta’s birthday.

By then, I start to remember. And I want to remember him in this way. Through all the sweetness and creativity he’s given to me. Here’s Gorgelous.

 

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