Have a playfood life!

Have a playfood life!

di Patrizia Boglione

Da piccoli noi si giocava e basta. Qualsiasi cosa era buona. Un sasso, i trifogli che quando li assaggiavi sapevano di limone. E quelle altre piante, di cui non sapevi neanche il nome, i cui fiori appiccicavano le mani ed erano dolci come la melassa. Da piccoli noi assaggiavamo tutto, perché tutto aveva un sapore e poteva scatenare nuove avventure. Da piccoli un limone non era solo un limone, ma una montagna, un proiettile, un piacere proibito. Poi un giorno mio padre mi ha portato una bambola dalla Germania. Era la modernità incarnata. Con un cappotto alla moda, giallo pure lui. Era Skipper la sorella piccola di Barbie. Ma io veramente non ero così smart come lei. Non le ho mai cambiato il cappotto giallo. E l’ho buttata nella mischia. Con il limone, il sasso e i trifogli. E forse da lei ho imparato a prendere tutto come un gioco, con il piacere di sperimentare e contaminare mondi, sapori e sensazioni. Era il mio avatar nel mondo del “provaci vediamo cosa ne viene fuori”.
Ora quando la vedo mi vien da pensare: alla fine la vita è un gioco, con tutti i sapori che si porta dietro.
Have a playfood life!

Photo Patrizia Boglione

 

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Kia Utzon-Frank. Soffice come il marmo.

Kia Utzon-Frank. Soffice come il marmo.

Di Isabella Clara Sciacca
Marmo calacatta bianchissimo dalle venature sottili, quarzo nero, granito. A vedere questi blocchi di pietra tutto potrebbe dirsi tranne che si tratti di pasticceria, eppure è così.
La designer londinese Kia Utzon-Frank ha, infatti, creato una serie di torte scultura che hanno l’aspetto di pietre massicce, solide, levigate. Mentre alcune torte hanno forma conica a presentano decorazioni geometriche, altre sono sferiche e coperte di oro 24 carati commestibile. All’interno strati sottili di pan di Spagna sono sovrapposti in verticale, per creare un effetto multicolore, utilizzando coloranti naturali e succhi di frutta.
La giovane designer, soprattutto attiva nella progettazione di complementi per l’interior e gioielli, utilizza una stampante ad alta precisione, grazie alla quale riesce ad ottenere una superficie di marzapane e glassa, riuscendo a realizzare, così, uno strato che imita il marmo, con il quale può ricoprire la torta. Dopo molte prove il risultato è una superficie che riproduce perfettamente le screziature del marmo.
Sempre più frequentemente i designer guardano al food come al campo nel quale sperimentare tecniche e texture, da un lato attratti dalle molte possibilità offerte da strumenti e materiali nuovi, che facilitano realizzazioni anche molto complesse, dall’altro mossi dalla volontà di indagare le dinamiche di interazione del fruitore con l’oggetto e di creare per l’utilizzatore un’esperienza partecipata.
“La torta è solo un altro materiale” afferma la designer “se qualcosa cattura il mio interesse non importa di cosa sia fatto, anzi penso ci sia una grande libertà nel non sapere alcunché del materiale sul quale sto per lavorare, nel non conoscere le ‘regole’per trattarlo” e aggiunge “la cosa interessante nel realizzare torte è che c’è un ulteriore livello di design da realizzare, che è il sapore, di solito non mangiamo le sculture, le guardiamo e basta, invece qui il sapore dell’oggetto è parte del progetto di design, tanto quanto il suo aspetto esteriore”.
 
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‘LUX, OUR 16 SEASONS’ BY CHRISTIAN HAMMAR

‘LUX, OUR 16 SEASONS’ BY CHRISTIAN HAMMAR


Gorgelous weekly trends by HoOok

CHRISTIAN HAMMAR is an art director at Jung in Stockholm.

He has been recognized by Sabre Awards, D&AD, Creativity International Awards and many more and has been featured in Creative Review, Hype Machine, the Inspiration, Not Cot, just to mention a few.

This work has been commissioned for LUX STOCKHOLM, one of the top restaurants in sweden.  Lux uses only locally produced ingredients, and the main differentiation stands in a new concept: ‘Lux, our 16 seasons’, which has been visualized and better explained by mr. Hammar’s great PHOTOGRAPHS.

All photos VIA

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Honey, honey.

Honey, honey.

1.TheAthlete_2012-768x1024Bodies that plunge into the honey, gorgelous and sensual without being cloying.
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Blake Little is an award winning, Los Angeles-based photographer best known for his ability to intimately capture the energy and personality of his subjects. His skills as a portrait photographer have garnered him a reputation as a favorite amongst celebrities, international publications, and corporate clients.

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