Gli instahats a base di cibo di Chili Philly.

Gli instahats a base di cibo di Chili Philly.

Phil Ferguson, in arte Chili Philly si mette a fare roba da mangiare all’uncinetto e ne fa dei cappelli. Poi si fotografa, spara il tutto su Instagram e si sente meno solo a Melbourne. Come dire, ho un ‘idea in testa….

Australian Phil Ferguson – AKA Chili Philly – found himself alone in a new city so he used his crochet skills to make friends by creating headgear in the shape of food! Sausage-and-mash, cake, pizza and fresh produce all feature in his portfolio – his Instagram account – as does his trademark winsome, slightly confused facial expression!

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Piegare e spiegare

Piegare e spiegare

Quando il mondo prende una piega diverse anche la moda diventa una struttura flessibile. Questa è la risposta creativa di Jule Waible ad un mondo in continuo cambiamento. Tyvek®, è una fibra leggera e impermeabile che permette di costruire oggetti tridimensionali che si espandono e si contraggono con il movimento, anche del corpo quando diventano abiti. Un progetto un po’ geometrico, un po’ trasformista, molto ludico.

Jule Waibel è una designer tedesca che lavora a Londra e Stoccarda.
Ha studiato product design University of Applied Sciences (HfG Schwäbisch Gmünd) diplomandosi nel 2011. Si trasferisce a Londra dove ha seguito un Master in Design Products al Royal College of Art laureandosi nel 2013. Durante questo periodo insieme ai suoi due fratelli fonda VIOVIO ltd., dove lavora come designer di moda e art director.
Il lavoro di Jule è influenzato dalla geometria e la semplicità del Bauhaus. Unisce giocosamente oggetti, moda, spettacolo con una focus su forme geometriche, la trasformazione e l’estetica.

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Collapsible structures reflect how our world is constantly changing. A response is to use folding as part of design process.

A particular folding technique can transform simple sheet materials into three-dimensional objects, with the additional capability that they can expand and contract. A dress which changes its shape according to the movement of the body, an expandable bag and an umbrella are all made of Tyvek®, a lightweight water- and tear-proof synthetic paper. The project celebrates the beauty to be found between geometry, transformation and play. Their elegance, efficiency and beauty enhances my life on the move.

Jule Waibel is a german designer based in London and Stuttgart.
She studied product design at the german University of Applied Sciences (HfG Schwäbisch Gmünd) graduating in 2011.
That same year she moved to London where she studied for an MA in Design Products at the Royal College of Art graduating in 2013.
During this time, together with her two brothers, she founded VIOVIO ltd. a clothing and lifestyle label, where she works as a fashion designer and art director.
Jule´s work is influenced by the geometry and simplicity of the Bauhaus. She playfully combines objects, fashion, performance with a strong focus on geometric shapes, transformation and aesthetics.

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Life is a voyage, by Jule Waible

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Gorgelous food and fashion.

Gorgelous food and fashion.

Uova che diventano collane, un polipo che diventa un bustino, “Octopus”, con maschera di polipo. Tutto, dopo la sfilata, pronto per essere cucinato e mangiato.

Lo chef austriaco Roland Trettl e la fotografa Helge Kirchberger insieme a Berlino al Museum Fuer Kommunikation. Abiti come “Russian Lardo”, un completo pantalone fatto con fette di bacon,sulla falsariga delle provocazioni di Lady Gaga, un foulard dipinto con il nero di seppia, gioielli con perle di zucchero. Provocazione? Creatività? Tentativo di far riflettere sul ruolo e la funzione del cibo? Moltissime le critiche a questo evento in rete, all’insegna dello spreco, del mancato rispetto dell’animale, cose così.

A me sembra che il vestito commestibile sia una strada interessante, materie, sapori, profumi possono diventare parte attiva dell’esperienza creativa.

Poi forse uno shooting all’insegna di lardo, pesce ed odori di alghe non sarà la cosa più eccitante che si possa sperimentare, ma mi è venuta voglia di fare una cena dove l’uovo alla coque non è altro che il ciondolo di una collana di design munita di cucchiaino. Tutto sommato proprio in un post di Frammenti di un discorso amoroso, qui su Gorgelous, alla voce Oggetti, ho cucito una collana di pollo alle mandorle, servito poi in un cofanetto piatto come fosse un gioiello prezioso da assaggiare e snocciolare.

Detto fra noi: il bustino di polipo ha un colore e una forma meravigliosi…

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Eggs that become necklaces, a polyp that becomes a corset, “Octopus” with a polyp’s mask. Everything after the parade,ready to be cooked and eaten.

The Austrian chef Roland Trettl and the photographer Helge Kirchberger along with the Berlin Museum Fuer Kommunikation. Dresses as “Russian Pig”, a pantsuit made ​​with slices of bacon, along the lines of Lady Gaga’s provocations, a scarf painted with squid ink, jewelry with pearls of sugar. Provocation? Creativity? Attempt to reflect on the role and function of food? Many criticisms of this event on the web, dealing with wastes, no respect of animals.

It seems to me that the dress ready to eat is, in a way, interesting, flavors, scents and materials can become an active part of the creative experience.

Then maybe shooting a banner of lard, fish, algae and odors will not be the most exciting thing we can experience, but I want to make a dinner where the soft-boiled egg is nothing more than the pendant of a necklace of design equipped with a teaspoon. Just in a post of Frammenti di un discorso amoroso’s project, here on Gorgelous, under Objects, I sewed a string of chicken with almonds, then served in a flat box like a precious jewel to taste and rattle.

Just among us..the Octopus Corset has fantastic colors and shapes..

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Gorgelous Glasses. Mondelliani.

Gorgelous Glasses. Mondelliani.

Alla fine è toccato anche a me. Dopo anni da ciclope, con un occhio che vede bene da lontano e uno che vede bene da vicino, in cui me la sono cavata a modo mio. In compenso adesso non uno, ma due paia di occhiali. Ma non vedevo l’ora di avere la scusa di mettermi in mano a Rosaria e Federico di Mondelliani. Intanto quando entri nel loro piccolo atelier vicino Piazza di Pietra, già ti senti bene. Tutto quello che vedi è bellissimo, materie, forme, colori, oggetti. Poi entrambi si prendono cura del tuo umore, dei tuoi desideri e della tua paura di uscire da lì e non riconoscerti più. E invece ti portano nel salottino delle prove e ti lasciano tutto il tempo di trovare te stessa, anche con quattro occhi. Poche parole per portarti sulla strada giusta, per ripensarci, per sentirti bene. Che siano gli occhiali dei designer selezionati da loro, che siano invece quelli di loro produzione della linea Mondelliani tutto è bellissimo.

English version

At the end I had to do it. After years of seeing with one eye only, like a Cyclop (one eye perfect for distant view, the other perfect for closer one), now it’s time to wear not one, but a couple of glasses. A new greenblack one and a brown pair of sun glasses. I was really expecting this moment, just to go to Mondelliani and to ask Federico and Rosaria to take care of me and my eyes. When you get inside their small shop near Piazza di Pietra, you feel good. Whatever you see is beautiful, shapes, colors, materials, objects. They take care of your mood, desires, your fear to go out of the shop without feeling yourself any more. Both of them take you in the small atelier where you can wear what they suggest, trying, trying, and trying again, taking all the time you need. And if you choose a pair of designers’glasses selected by them, rather than one from the Mondelliani Collection which they produce, you’ll feel very very at ease.

Roma

Via Dei Bergamaschi 49 (00186)

+39 O66793481

info@mondelliani.it

www.mondelliani.it

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Gorgelous Stripes.

Gorgelous Stripes.

Quando vedo le strisce non riesco a trattenermi. Ieri a Firenze da Rivoire, non ho resistito davanti a questa scatola di cioccolatini. Belli e spettacolari nel gusto. Aperta la scatola, guardo i cioccolatini e mi chiedo se ha senso mangiarli o restare a guardarli. Li guardo, ne mangio uno, tanto c’è anche un doppione:-) C’è solo una cosa che mi dà fastidio: la tonalità delle carte non è proprio perfetta, i colori troppo freddi e mal assortiti. C’è tutta una ragione nelle strisce: intanto devono essere tutte colorate e poi i colori devono avere la giusta tonalità. E poi la giusta tonalità deve amalgamarsi in modo perfetto con la striscia vicino, altrimenti l’effetto d’insieme è devastante. Io compro tutto a strisce; qui ho fotografato: le mie lenzuola, i guanti, due sciarpe, tre magliette, un tappeto, una coperta, un vaso. Poi ci sono le strisce di Mia Zia (marca francese di abbigliamento e lingerie per la casa) vecchia gestione, che erano spettacolari (strisce prodotte in Marocco a mano), mentre quelle della nuova gestione (strisce prodotte in Francia) sono ordinarie. Le cose di Mia Zia sono peraltro indistruttibili. Ci sono le strisce di Gallo che sono belle per colore e molto scadenti per materia (cappelli, costumi, guanti e calze di Gallo mi sono durati un mese poi si sono riempiti di buchi). Ci sono poi le strisce che ho visto a New York, in un negozio di tessuti catalani, belli, bellissimi che a New York vendono poco, perchè gli americani non osano col colore e vanno educati.

Il negozio si chiama Les Toiles Du Soleil ed è meraviglioso.

Les Toiles Du Soleil

261 West 19th Street

New York, NY 10011

Tel: 212 229 4730

Fax: 212 229 4731

Che sia una mania la mia? Certo, ma appena vedo una cosa a righe, ho come la sensazione che sia lì ad aspettarmi, che voglia venire a casa con me, che sia fatta apposta per me, che non possa andare da nessuna parte senza quella maglietta, che quelle lenzuola in camera mia starebbero benissimo, che come stanno delle rose arancioni in quel vaso, non stanno da nessun’altra parte. Così sorrido e me le regalo. Sempre. E sono felice.

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