Gorgelous Interview. Claudia Chianese.

Gorgelous Interview. Claudia Chianese.

Abbiamo già descritto il bellissimo progetto DIECI OCCHI. PIU’ DUE. di Claudia Chianese . Opening venerdì 29 novembre ore 18:30 Spazio Cerere. Ci è venuta voglia di saperne un po’ di più prima di vedere le foto a fine novembre.

Claudia, perché proprio l’India?

_“In India ho sempre avuto la sensazione di trovarmi di fronte a tutte le parti di me, anche quelle che mi piacciono di meno. L’India mi ha costretto a vederle. Questo mi ha permesso di trovare delle sintesi tra gli opposti, raggiungendo un equilibrio che altrimenti sarebbe stato impossibile. Parte della mia ricerca interiore, iniziata intorno al 2000, si è basata sul pensiero indovedico. Ho studiato i testi sacri, tra cui la BhagavadGita. La meditazione, in particolare, mi ha insegnato ad accedere a una parte di me più libera. Rallentando le onde cerebrali possiamo accedere alla creatività allo stato puro, come i bambini.

India, laddove inferno e paradiso si confondono?

_“Per arrivare alla scuola ho attraversato la città, sono uscita dalla Vrindavana spirituale dei templi per entrare in una specie d’inferno, dove i bambini saltavano nelle pozzanghere, l’immondizia era dilagante e le condizioni di vita veramente difficili.”- “Oltrepassando il cancello della scuola, invece, mi sono trovata in un luogo protetto, dal sapore indiano, senza finzioni né forzature, in cui tutto era ordinato e pulito. Ho girato di classe in classe incontrando ovunque bambini sorridenti, sorpresa nel trovarmi di fronte ad un vero e proprio ecosistema costruito grazie a rapporti di fiducia e trasparenza.

Creatività ed autonomia come strumenti per vivere una vita più piena?

_“Sono stata mossa dal desiderio di promuovere nei ragazzi la creatività e l’autonomia, due valori in cui credo molto. Mi piaceva anche che loro attraverso questa espressione creativa potessero esporre il lavoro fotografico, raccogliendo dei fondi che potessero servire a mantenere i loro studi e quelli degli altri ragazzi, piuttosto che una semplice donazione.

Raccontaci..

_“Eravamo un gruppo compatto, era emozionante camminare insieme per strada e fotografare. I ragazzi hanno subito preso questo lavoro con grande serietà, ma anche con divertimento. Ci prendevamo anche dei momenti per vedere insieme gli scatti e commentarli.

Hai dato un tema ai ragazzi o invece li hai fatti scattare liberamente documentando il loro sguardo attraverso la camera?

_Ho chiesto ai ragazzi di fare un reportage delle loro condizioni di vita, con i loro occhi, non con i miei. Il risultato è stato straordinario considerando che non hanno mai visto una mostra fotografica, non hanno la televisione né internet. Quando hanno saputo che le loro foto sarebbero state esposte in una galleria in italia, ho visto una luce nei loro occhi..in quel momento ho preso un impegno, e lo sto portando a termine. dopo un anno di lavoro, il 29 novembre ci sarà l’inaugurazione nello Spazio Cerere a Roma.

Pensi che la tecnologia (in questo caso la digitale) sia la chiave d’accesso al loro universo creativo o che invece la loro creatività possa essere espressa anche in altro modo?

_I ragazzi hanno preso subito confidenza con il mezzo. io mi sono limitata a dargli qualche indicazione generale…sicuramente l’immediatezza del mezzo ha aiutato.

E tu, cosa hai visto e documentato?

_I bidoni colorati di verde-giallo-azzurro per la raccolta differenziata dei rifiuti, gli zaini poggiati sui banchi, il frigorifero, i quadri storti, il peluche sul lettino dell’infermeria, una tavolozza di plastica con i colori ad acquerello. Gli oggetti mi parlavano: come questa immagine di copertina

C’è un’emozione che ti sei portata a casa più forte delle altre? E secondo te quale emozione hai lasciato loro?

_Quello che mi sono portata dietro è stata l’emozione di fotografare insieme. Siamo stati in posti dove una donna da sola non sarebbe mai potuta andare, invece con loro… ci hanno aperto tutte le case..è stato molto bello.
Quello che mi ha spinto è stato promuovere la loro autonomia e la loro creatività. Spero di aver lasciato loro quest’emozione in dono.

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Gorgelous Interview. Rossella Fumasoni.

Gorgelous Interview. Rossella Fumasoni.

Chi è:  Rossella Fumasoni è un artista e scrittrice romana, espone dal 1994 sia in Italia che all’estero, la sue ultime personali del 2012 sono: ‘Alla pittura piacciono le torte’ , ‘Fuma’, e ‘Arrivo giovedì’. Nel 2008 ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti: ‘I mesi della settimana’. Abbiamo passato due ore bellissime a chiacchierare della vita e di arte. I suoi lavori sulle torte non potevano mancare su gorgelous, e sono atterrati qui guidati da queste meravigliose donnine tuffatrici ed acrobate. Un misto di sapori, ricordi, e leggerezza per un artista che non smetteresti mai di ascoltare.

• Gorgelous Project

La prossima idea che mi gira attorno e che ancora non conosco, ed avere la curiosa certezza che se mi distraggo o la ignoro, a momenti mi busserà sulla spalla.

• Gorgelous Place

La terrazza di Umberto a mare, ristorante e locanda di Forio d’Ischia. Il variare senza ripetizioni del blu, dal faro di Punta Imperatore al mare aperto. E, il mio studio nel Pastificio Cerere di San Lorenzo a Roma . Per me, dal 1994, è il posto dove tutto può accadere.

 

• Gorgelous Art

Il momento in cui ogni artista decide che il suo lavoro è ultimato.

Come nei miei quadri le cose si cercano e finiscono una nell’altra: soggetti,parole,date numeri… tuffatrici su monocromi di colore puro, acrobate nude, solitarie, su torte nuziali. Come in arte, più il giudizio vaga nella possibile spiegazione, più il ventaglio di interpretazioni è ampio rigenerante e da respiro.

• Gorgelous Person/Incontro

Quello con l’artista Piero Pizzi Cannella, conosciuto nel giugno del 1988 nel suo studio. Non ci siamo mai più lasciati.

• Gorgelous Taste

Cioccolata, la cioccolata a volte mi chiama, soprattutto di notte. E mi piace il tacchino di Natale, che poi è l’unica cosa che mi viene proprio bene, nella mia variabilità di cuoca, che va da…lo butto subito e usciamo?! A…ci manca come qualcosa…
Buio di cioccolata, 2012, tecnica mista su tela, cm 240×150

• Gorgelous Memory

La memoria in me è troppa e a volte spadroneggia, è come un amica che amo ma che devo sfuggire e spesso la combatto per far spazio all’inatteso al nuovo.

• Gorgelous Moment

Il parto di Arturo nel 1998. Come scalare una montagna e scoprire che la montagna ero io.

• Gorgelous Dream

Volare in fuga nei palazzi della Berlino del Terzo Reich .

Vaniglia se posso, 2012, tecnica mista su tela, cm 240×150

• This is gorgelous! (quello che avresti voluto essere o quello che avresti voluto aver fatto tu. ndr)

La penicillina di Fleming.

Tutti i grandi chirurghi.

Giuditta che taglia la testa a Oloferne di Caravaggio.

I colori di Bonnard.

La voce di Billie Holiday.

L’isola d’Arturo di Elsa Morante.

La Callas.

La batteria di John Bonham in Moby Dick dei Led Zeppelin.

Il finale del Grande Gatsby di Fitzgerald.

La Dickinson alla finestra.

Horovitz che suona le scene infantili di Schumann.

La luce delle candele in Barry Lyndon di Kubrick.

Viale del tramonto di Wilder.

La solitudine di Travis in Taxi Driver.

La Magnani in Bellissima di Visconti …

Oddio avrei voluto essere tutto, tutti loro e tanti tante altre ma è un’invidia bellissima mescolata all’innamoramento e mi sostiene sempre.

• Very personal

Fare le cose piccole come quelle grandi e irrinunciabili, fosse pure un caffè .

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Who is:

Rossella Fumasoni is a roman artist and writer, who has been exhibiting her work since 1994 both in Italy and abroad. Her latest personal exhibitions (2012) are: ‘Alla pittura piacciono le torte’ , ‘Fuma’, e ‘Arrivo giovedì’. In 2008 she has published her first collection of short stories, ‘I mesi della settimana’. We’ve spent two wonderful hours to talk about art and life. Her woks on cakes landed on gorgelous, driven by these marvellous divers and acrobats. A mix of flavors, memories and lightness for an artist that I would never give up to listen to.

 

• Gorgelous Project

That idea turning around me, that I do not yet know,  being absolutely certain that sooner or later will knock at my shoulder.

• Gorgelous Place

The terrace of Umberto a mare, restaurant and inn in Forio d’Ischia. Varying without repetition of the blue, from the lighthouse at Punta Imperatore to the open sea.

And my studio at Pastificio Cerere in San Lorenzo in Rome. For me, since 1994, it has always been the place where “anything can happen”.

• Gorgelous Art

That moment in which an artist decides that his work is completed. As in my paintings, things keep looking for each other and end one in another:  actors, words, dates, numbers … divers on pure monochrome, naked acrobats, alone, on wedding cakes. As in art, the more the judgement search possible explanations, the more the range of interpretations is wide and refreshing.

Zucchero amaro, 2012, tecnica mista su tela, cm 240×150

• Gorgelous Person/Encounter

The one with the artist Piero Pizzi Cannella, when we met in June 1988 in his studio. We’ve never left each other since then.

• Gorgelous Taste

Chocolate, chocolate sometimes calls me, especially at night. And I like the Christmas turkey, ‘the only thing that I cook really well… Me as a cook? It goes from “we throw ita way and go to the restaurant?” to “there’s something missing here..”.

• Gorgelous Memory

The memory dominates me, something overwhelming, she’s a sort of friend for me but sometimes I have to escape and I have to make room for the unexpected.

• Gorgelous Moment

The birth of Arthur in 1998. Like climbing a mountain and discover that the mountain was me.

• Gorgelous Dream

Flying on the run in the palaces of Berlin of the Third Reich.

Si, alla pittura piacciono le torte, 2012, tecnica mista su tela, cm 150×120

• This is gorgelous! (a project that somebody else did, and you wish you’ve done, ed)

 

Penicillina by Fleming.

All the great surgeons.

Judith beheading Holofernes by Caravaggio.

Bonnard’s colors.

Billie Holiday’s voice.

The island of Arturo by Elsa Morante.

Maria Callas.

The battery of John Bonham in Moby Dick by Led Zeppelin.

The end of the Great Gatsby by Fitzgerald.

The Dickinson at the window.

Horovitz playing the childhood scenes of Schumann.

The candlelight in Barry Lyndon by Kubrick.

Wilder’s Sunset Boulevard.

The loneliness of Travis in Taxi Driver.

Anna Magnani in Bellissima by Visconti …

Oh God I wanted to be all of these, and all of them many many more but it ‘s a mix of beautiful envy and falling in love and it always supports me.

• Very personal

Doing little things with the same  intensity of big and indispensable ones, even a cup of coffee.

 

 

Il ritratto di Rossella Fumasoni è di Ottavio Celestino. 

 

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Gorgelous Interview. Giuliano Garonzi.

Gorgelous Interview. Giuliano Garonzi.

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Chi è: qualche riga di biografia

Regista, art director, graphic designer. Ha fondato nel 1997 Happycentro e lo ha guidato per tredici anni. Ha fondato nel 2010 Giuliano Garonzi Studio e nel 2013 lo ha trasformato assieme alla moglie e producer Stella Karlsson in ADEPT. Nasce in Italia nel 1974. Si sposa nel 2009. Si trasferisce in Svezia nel 2010. Nell’aprile del 2011 diventa papà. Nel 1999 il suo primo grande progetto è la sigla per il TG2 che pensa e realizza per McCann Roma. Recentemente ha collaborato con Nike, TED, Converse, Foot Locker, Anomaly, Wieden+Kennedy, We Are Pi.

È rappresentato a New York e Los Angeles come regista e lavora come direttore creativo e designer per T-post, la prima rivista al mondo in formato t-shirt. Con T-post ha collaborato con Craig Redman, Mauro Gatti, Ben Newman, HORT, Grotesk, Jeremyville e jeffstaple. Da due anni T-post è riconosciuto come uno dei dieci migliori brand al mondo di t-shirt grafiche ed è stato recentemente nominato come miglior streetwear brand in Scandinavia.

Director, art director, graphic designer. He founded Happycentro in 1997 and led it for thirteen years. In 2010 he founded Giuliano Garonzi Studio and in 2013 he turned it, with his wife and producer Stella Karlsson, in ADEPT. He’s born in Italy in 1974. He got married in 2009. He moved to Sweden in 2010. In April 2011 he has become a dad. In 1999, his first major project is the video graphics for TG2 (one of the main news channel of Italian Broadcasting Television) for McCann Rome. He has recently worked with Nike, TED, Converse, Foot Locker, Anomaly, Wieden + Kennedy, We Are Pi. He is represented in New York and Los Angeles as a director and works as creative director and designer for T-post, the first magazine in the world printed on t-shirt. With T-post he has worked with Craig Redman, Mauro Gatti, Ben Newman, HORT, Grotesk, Jeremyville and jeffstaple. In the last two years T-post has been recognized as one of the top ten brands in the world of t-shirts and was recently nominated for Best Streetwear Brand in Scandinavia.

 

• Il tuo Gorgelous Project?

Il progetto The Human Type per TED e l’agenzia olandese We Are Pi. Mi hanno scelto assieme ad altri undici registi per pensare e dirigere un film di venti secondi. Ognuno di noi aveva un tema da sviluppare in modo libero e senza budget. Il mio tema era Talking to strangers e ho pensato che se avessi realmente fatto interagire tra loro dei perfetti sconosciuti il mio film avrebbe avuto successo. Ma non riuscivo a pensare ad un film e basta, avevo bisogno di un progetto più esteso, che contenesse un’anima pura e credibile ma che fosse, trattandosi di un progetto per TED, moderno nella sua esecuzione.

Come ho scritto nei titoli di testa del documentario dal titolo Yes, we did it for real che accompagna il progetto, si tratta di un mio personale tributo alla tipografia, all’artigianalità e alle relazioni tra gli essere umani. The Human Type è una piattaforma digitale dove una volta entrati si trova una frase scritta da uno sconosciuto e dove si ha la possibilità di rispondere in maniera totalmente anonima. Per la composizione di queste frasi abbiamo programmato una tastiera umana, nel vero senso della parola.

I 75 simboli presenti su una tastiera latina sono stati associati a 75 persone diverse che sono state ritratte ciascuna in quattro pose differenti e poi animate. Ogni persona indossava una t-shirt bianca, con la stampa serigrafica di un simbolo della tastiera composto in Futura Bold Italic. Abbiamo anche realizzato un cursore umano e un sistema di sillabazione intelligente. Il mio film è stato quindi generato attraverso codici di programmazione e non attraverso i tradizionali strumenti di produzione video. Ad oggi, quasi tremila sconosciuti hanno scritto una risposta con The Human Type. È possibile visitare The Human Type al seguente indirizzo www.thehumantype.org, guardare il film qui e il documentario Yes, we did it for real qui

Gorgelous project 01 - Ph. Stella Karlsson

The project The Human Type for TED and the Dutch agency We Are Pi. I was chosen along with eleven other directors to think and direct a twenty seconds film. Each of us had a theme to develop freely and without a budget. My theme was Talking to strangers and I thought that if I really managed to make strangers interact one with the other my film would have been successfull. But a film alone was not enough for me, I needed a larger project , with a soul and reliable, but as far as it was for TED, with a modern and contemporary execution.

As I wrote in the opening titles of the documentary Yes, we did it for real that accompanies the project, it is my personal tribute to typography, craftsmanship and the relations between human people. The Human Type is a digital platform where once entered, there is a sentence written by a stranger and where you have the opportunity to answer to in a completely anonymous way. For the composition of these sentences we planned a human keyboard, in the true sense of the word. The 75 symbols found on a Latin keyboard were associated with 75 different people who have been portrayed each in four different poses and then animated. Each person was wearing a white t-shirt with the screen print of a keyboard symbol composed in Futura Bold Italic. We also created a human cursor and an intelligent hyphenation system. My film was then generated through programming code and not through the traditional video production tools. So far we got nearly three thousand answers with The Human Type. You can visit The Human Type at www.thehumantype.org, watch the film here and the documentary Yes, we did it for real here.

Gorgelous project 02 - Ph. Stella Karlsson

• Gorgelous Place?

New York e il Lower East Side.

New York and the Lower East Side.

• Gorgelous Artistic Experience

Il tempo che ho passato nello studio di Jeremyville, a New York. È una specie di loft, un po’ casa e molto studio, pieno zeppo dei suoi disegni appesi alle pareti, con quattro grandi finestre e vista sull’Empire State Building. Ci ho messo dieci minuti a capire quale campanello dovessi suonare perché io avevo sempre pensato che si chiamasse Jeremyville per davvero e invece ho scoperto in quell’occasione che lui si chiama Andrew Jeremy. Mi ha raccontato che quando cercava un posto dove vivere e poter lavorare allo stesso tempo aveva disegnato uno studio così, con quattro grandi finestre e la vista sull’Empire. Se ne andava in giro per agenzie immobiliari facendo vedere il disegno e chiedendo a tutti ‘avete un posto del genere?’

The time I spent in Studio Jeremyville, New York. It is a kind of a loft, a mix of a home and a studio, full of his drawings on the walls, with four large windows and a view of the Empire State Building. It took me ten minutes to figure out which bell to ring  because I had always thought his name was Jeremyville for real and instead I found out that his name is Andrew Jeremy. He told me that when looking for a place to live and to work at the same time he designed a studio like this, with four large windows and a view on The Empire. He wandered around for estate agents by showing the design and asking everyone ‘Do you have a place like this?’

Gorgelous artistic experience

• Gorgelous Encounter

Tony Arcabascio. Una persona che mi ha messo più soggezione di quanto ci sia riuscito Kobe Bryant. Ci siamo incontrati due volte, sempre nel suo studio vicino a Little Italy, per parlare di lavoro e soprattutto di vita. La prima volta che l’ho incontrato aveva lo smalto colorato sul mignolo della mano sinistra in tinta con il colore della sua t-shirt. La seconda volta mi ha regalato un adesivo. L’adesivo è una delle migliaia di interpretazioni del logo I love NY di Milton Glaser ma per me si tratta della migliore interpretazione di sempre dove la I prima del cuore rosso è stata sostituita con una T.

Tony_Arcabascio

Tony Arcabascio. A person who has put me more in awe than Kobe Bryant did. We met twice, always in his studio near Little Italy, to talk about work and life experiences. The first time I met him he had colored enamel on the little finger of his left hand to match the color of his t-shirt. The second time he gave me a sticker. It  is one of the thousands of interpretations of the I love NY logo by Milton Glaser, but for me it is the best interpretation ever where the I before the red heart has been replaced with a T.

Gorgelous encounter - Design Tony Arcabascio

• Gorgelous Taste?

La pizza, come la fa Virginio alla Pizzeria Al Gufo, sui Monti Lessini da dove vengo io. Dove vivo ora è difficile mangiarla buona. In Svezia ci mettono sopra anche l’ananas e la banana. Riccardo, un italiano che vive qui fa una buona pizza ma l’Italia è l’Italia e la prima cosa che faccio ogni volta che ci torno e di andare a mangiare una buona pizza.

Pizza, as the one made by Virginio at Pizzeria Al Gufo, on Monti Lessini where I come from. Here it is difficult to eat good pizza. They even put pineapple and banana on it. Riccardo, an Italian who lives here, makes a good pizza but Italy is Italy and when I go back the first thing I do is to get a good one.

• Gorgelous Memory?

La nascita di mio figlio Viktor e il suono meraviglioso del suo primo pianto. Ma tutto ciò che ha circondato la sua nascita è per me davvero unico. Da quando io e mia moglie abbiamo scoperto di avere un bimbo in arrivo mentre impacchettavamo la macchina per tarsferirci in Svezia, ai mesi precedenti alla sua nascita, a quando abbiamo ascoltato il suo cuore battere, fino a quando lo abbiamo avuto con noi, esattamente come lo avevamo sognato.

The birth of my son Viktor and the wonderful sound of his first cry. But to me, everything around his birth is very special. Since me and Stella found out we were having a baby while packing our things to move to Sweden, the months prior to his birth, when we heard his heart beating, until we had him with us, just as we had dreamed of.

• Gorgelous Moment?

Il nostro matrimonio. Ci siamo sposati in Svezia l’anno prima di venirci a vivere. La chiesa era piccola, bianca e di legno, costruita dagli abitanti di un piccolo villaggio di pescatori e stava su un colle affacciato ad un fiordo. È stato bello vedere le nostre due famiglie, quella italiana e quella svedese assieme e avere alcuni degli amici più cari attorno a noi. Uno di loro ha documentato tutto con una cinepresa Super 8 e mentre guidavamo verso la chiesa due alci ci hanno attarversato la strada. Era tutto davvero speciale.

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Our wedding. We got married in Sweden the year before moving here. The church was small, white and made in wood, built by the people of a small fishing village and it was placed on a hill overlooking a fjord. It was nice to see our two families, the Italian and the Swedish together and have some of our best friends around us. One of them has documented everything with a Super 8 camera and while driving to the church two moose crossed our road. It was all very special.

• Gorgelous Dream?

Vivere felicemente con la mia famiglia e avere la possibilità di vedere posti nuovi assieme a loro.

Live happily with my family and have the opportunity to see new places with them.

• This is Gorgelous! (Quello che ha fatto qualcun’altra e che avresti voluto fare tu.)

Il gol di Ronaldo contro la Lazio, a Parigi, nella finale di Coppa Uefa del 1998. Nessun altro è mai riuscito a segnare un gol così ricco di eleganza, creatività e sicurezza.

Ronaldo’s goal against Lazio, in Paris, in the UEFA Cup final in 1998. No one else has ever been able to score a goal so full of elegance, creativity and self-confidence.

• Very personal (un pensiero, una parola, quello che vuoi.)

We can make it. Let’s make it! Lo ha detto il premio Nobel per la pace Muhammad Yunus il giorno della premiazione. Dal 2006 quella frase è una delle ispirazioni per il mio lavoro.

“We can make it. Let’s make it!” said the Nobel Prize for Peace Muhammad Yunus the day of the ceremony. Since 2006, the sentence is one of the inspirations for my work.

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Gorgelous Interview. Jeannette Montgomery Barron.

Gorgelous Interview. Jeannette Montgomery Barron.

gorgelous-interview-Jeanette1Who is: a very short and informal biography

Jeannette Montgomery Barron was born in 1956 in Atlanta Georgia and studied at the International Center of Photography in New York. She became known for her portraits of the New York art world in the 1980s, which were later published in Jeannette Montgomery Barron (Edition Bischofberger, Zurich, 1989). She is also the author of Photographs and Poems, a collaboration with Pulitzer Prize winning poet Jorie Graham (Scalo, 1998), Mirrors (Holzwarth Editions, 2004), Session with Keith Haring and My Mother’s Clothes (Welcome Books, 2010). In Spring 2013 powerHouse Books will publish SCENE, a book of her portraits from the 1980’s.

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Jeannette Montgomery Barron è nata nel 1956 ad Atlanta Georgia. Ha studiato all’International Center of Photography a New York. Famosa per i suoi ritratti del mondo artistico newyorkese negli Anni Ottanta, pubblicati nel libro Jeannette Montgomery Barron (Edition Bischofberger, Zurich, 1989) è autrice di Photographs and Poems, in collaborazione il vincitore del Premio Pulitzer il poeta Jorie Graham (Scalo, 1998), di Mirrors (Holzwarth Editions, 2004), Session with Keith Haring and My Mother’s Clothes (Welcome Books, 2010). Nella primavera 2013 powerHouse Books pubblicherà SCENE, un libro sui suoi ritratti degli Anni Ottanta.

www.jeannettemontgomerybarron.com

 

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• Your Gorgelous Project

My Mother’s Clothes, in which I attempted to create a portrait of my late mother through still life images of her cherished clothing, shoes, and personal possessions. As my mother’s struggle with Alzheimer’s progressed, robbing her of any remembered past, I began this unique visual album as a way of both sparking my mother’s memories, and coping with my own sense of loss.

Beautiful and eccentric, headstrong and mannered, my mother, Eleanor Montgomery Atuk, was a genteel force in Atlanta society. Born in a Georgia town too small for a stoplight, she fell in love with her college sweetheart -heir to the Coca Cola Bottling Company-, got married, and followed my father to Atlanta in the 1940s, where he would rise to become the chairman of the company. In addition to being an adoring wife and mother, my mother loved exquisite clothes, especially those by designers Bill Blass, Yves St. Laurent, and Norman Norell, some of whom she called her friends. As the wife of an important business man, and a woman actively involved in community service, she felt she had to dress the part; her clothes were special ordered from the Rich’s department store in downtown Atlanta, and she regularly visited the showrooms in New York for custom fitted couture. She was the sort of woman who, when she liked a shoe, bought it in several colors each season.

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My mother was always brimming with projects, ideas that burned at her day and night. She was a woman who used her influence to get things done.The first sign of my mother’s memory loss nearly ten years before her death, when she gave me the same book on tulips, over and over again. Yet even as my mother’s affliction with Alzheimer’s grew dire, her love of fashion remained her foremost pleasure. Just a month before she died, I brought my mother a catalogue from the designer Valentino’s exhibition in Rome. She was instantly transported into another world. We sat for hours looking. She pointed at one dress and said, Oh, I’m going to take that one if you don’t want it, and, I haven’t taken one in such a long time. When I tried to turn the page, she said, “Hold on, now,” scanning over the whole page with her index finger to make sure she had seen it all. At one point, she said, I wanna die in that.

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By the time she passed away in 2007 my mother’s  spacious closets could barely contain the exquisite gowns, suits, skirts, and blouses she had worn and collected over a lifetime. This was her backstage dressing room, where most mornings began in quiet contemplation; choosing, selecting, considering… What to wear? Every item in my mother’s carefully curated collection is attached to a day, a season, a voice, a laugh, a moment, a memory.

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My Mother’s Clothes, un ritratto struggente di mia madre attraverso le immagini dei vestiti, delle scarpe e degli oggetti che amava di più. Mentre la sua lotta con l’Alzheimer andava avanti, mentre la malattia le rubava il passato, ho iniziato questo album per restituirle sprazzi di vita e per lenire il mio senso di perdita.

Bella ed eccentrica, Eleanor Montgomery Atuk, era raffinata ed elegante. Nata in un paesino della Georgia, così piccolo da non avere neanche un semaforo, s’innamorò di un ragazzo conosciuto al college, erede della Coca Cola Company, lo sposò e seguì mio padre ad Atlanta negli Anni Quaranta, dove sarebbe diventato presidente dell’azienda. Oltre ad essere un’amorevole moglie e madre, amava i bei vestiti, specialmente quelli degli stilisti Bill Blass, Yves St.Laurent e Norman Norrel, alcuni dei quali considerava amici. Ordinava i suoi vestiti da The Rich’s department store ad Atlanta e spesso andava a New York, a farsi fare gli abiti su misura negli showroom degli stilisti. Era quel tipo di donna che quando vedeva un paio di scarpe che le piaceva, ne comprava di diversi colori ogni stagione.

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Mia madre aveva sempre mille progetti in mente, idee che la consumavano giorno e notte. Usava la sua influenza per far sì che le cose si facessero per davvero. Il primo segno della memoria che iniziava a perdere colpi fu un libro sui tulipani. Dieci anni prima di morire. Me lo ridiede troppe volte. Con l’avanzare della malattia, il suo amore per la moda rimaneva il suo primo piacere. Un mese prima di morire le portai il catalogo della mostra di Valentino a Roma. In un attimo fu come trovarsi in un altro mondo. Lo guardammo per ore. Ad un certo punto indicò un vestito:  “prenderò questo” disse” a meno che non lo voglia tu. È tanto che non ne compro uno” . Quando feci per girare la pagina “aspetta” disse, facendo scorrere l’indice sulla pagina come per essere sicura di aver visto tutto, “voglio morire con questo”.

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Quando è mancata nel 2007 i suoi pur spaziosissimi armadi contenevano la meravigliosa collezione di vestiti, camicie, gonne, scarpe che avevano accompagnato ogni giorno ogni momento, ogni sorriso, ogni voce, ogni stagione della sua vita, come una sorta di camerino in cui tutto iniziava ogni mattino col contemplare, selezionare, considerare….e con la fatidica frase “e oggi cosa mi metto?

welcomebooks.com/mymothersclothes/

 

• Gorgelous Place

Anywhere my family or loved ones are. Rome, Sperlonga, or Ponza, Italy are among a few of my favorite places.

Ogni posto in cui ci sia la mia famiglia o chiunque io ami. Roma, Sperlonga o Ponza, l’Italia sono alcuni dei miei posti preferiti.

• Gorgelous Artistic Experience (any form of art that really impressed you)

The first time I saw a painting by Mark Rothko. It was 1974 at The Phillips Collection in Washington, D.C.

La prima volta che ho visto un quadro di Mark Rothko. Nel 1974 alla Phillips Collection di Washington, D.C.

Rothko

• Gorgelous Encounter

Meeting my husband, James, in an elevator in New York in 1983.

Incontrare mio marito, James, in un ascensore a New York nel 1983.

• Gorgelous Taste

Italian melon on a hot summer day.

Melone italiano in un caldo giorno d’estate.

• Gorgelous Memory

My children when they were very young.

I miei bambini quando erano piccoli.

• Gorgelous Moment

The first time I developed a photograph in the darkroom. I was hooked.

La prima volta che ho sviluppato una foto nella camera oscura. Fui un colpo di fulmine.

• Gorgelous Dream

That my two children will lead happy and healthy lives.

Che i miei due figli possano avere vite felici e in salute.

• This is Gorgelous! (what somebody else did, but you would like to have done it instead)

Mother Teresa.

Madre Teresa.

madre teresa

• Very personal (whatever you want to add.)

My aunt Nona recently told me a great saying that she thinks of when times are rough; “pray and press on.”  I think of that saying a lot.

Mia zia Nona recentemente mi ha detto che quando i tempi sono difficili lei pensa sempre” prega e vai avanti”. Ci penso spesso.  

keith Haring

 

 

 

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Gorgelous Interview. Mich Turner.

Gorgelous Interview. Mich Turner.

Who is: a very short and informal biography

Mich Turner MBE is the founder of Little Venice Cake Company, author of 4 international best-selling books, award-winning entrepreneur, teacher and Judge on ITV1 Britain’s Best Bakery.

Mich Turner MBE è la fondatrice di Little Venice Cake Company, autrice di 4 bestseller, imprenditrice pluripremiata, insegnante e giudice della trasmissione ITV1 Britain’s Best Bakery.

• Your Gorgelous Project

Designing and creating Pierce Brosnan’s wedding cake was amazing – it had to taste as good as it smelt as good as it looked. The icing was flavoured with orange blossom water and I created extra tiers in case any were damaged in transit to Ireland.

Inventare e creare la torta per il matrimonio di Pierce Brosnan è stato entusiasmante, doveva essere buona, avere un gran profumo ed essere bellissima. Ho profumato la glassa di fiori dì arancio e creato piani in più in caso si fosse danneggiata durante il viaggio verso l’Irlanda.

• Gorgelous Place

My own home, with my own family.

Casa mia, con la mia famiglia.

• Gorgelous Artistic Experience (any form of art that really impressed you)

The golden age of Couture exhibition at the V&A Museum was inspiring. Focussing on attention to detail and painstaking intricate handcraftsmanship – combined with couture to die for.

La mostra The golden age of Couture al V&A Museum mi ha ispirato moltissimo. Grandisima attenzione al dettaglio e accuratissimo lavoro artigianale. Da restare senza fiato.

• Gorgelous Encounter

It doesn’t come much grander than receiving a medal and meeting Her Majesty the Queen.

Sicuramente incontrare e ricevere una medaglia da Sua Maestà la Regina.

• Gorgelous Taste

A fresh crab sandwich eaten by the sea.

Mangiare un sandwich al granchio guardando il mare.

• Gorgelous Memory

The moment my son George was born – he had the most beautiful ears.

Il momento in cui è nato mio figlio George, aveva le orecchie più belle del mondo.

• Gorgelous Moment

Discovering I was pregnant.

Scoprire di essere incinta.

• Gorgelous Dream

To be healthy and wealthy. To have time with my family, and not be bound by daily deadlines.

Star bene in ogni senso. Avere tempo per la mia famiglia e non essere strozzata dalle emergenze quotidiane.

• This is Gorgelous! (what somebody else did, but you would like to have done it instead)

Editor of Harpers Bazaar

Editor di Harpers Bazaar

• Very personal (whatever you want to add.)

Being super proud of Little Venice Cake Company – excited to wake up every day.

Essere orgogliosa di Little Venice Cake Company, contenta di alzarmi ogni mattina.

“Mich is the Bentley of Cake Makers” Gordon Ramsay

“Great Cake Chemistry” Heston Blumenthal

“Mich is the Master of Cake Perfection – Learn from the best!” Kirstie

Allsop

WINNER – Mich Turner – Harpers Bazaar & Chanel Entrepreneur of the Year

WINNER – Spectacular Cakes – Best Dessert Book,

WINNER – Mich Turner’s Cake Masterclass – Best Book for Food

Professionals

Gourmand World Cookbook Awards

Walpole Luxury Brands of

Tomorrow 2009

www.lvcc.co.uk

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Gorgelous Interview. Marcella Peluffo.

Gorgelous Interview. Marcella Peluffo.

 

Chi è: qualche riga di biografia

 

Marcella Peluffo, illustratrice, visual designer. Ligure di nascita milanese di adozione, dopo un passato da art director decide di fondare insieme ad altri soci nel 2001 lo Studio Container: visual creativity in co-working, che si occupa di illustrazione, grafica, motion graphic, web design, fotografia. Scopo primario non è solo la condivisione degli spazi ma la collaborazione del gruppo su ogni singolo progetto unendo esperienze e professionalità diverse. Collabora con Repubblica ed altre riviste Italiane, pubblica in editoria e in pubblicità in Italia e all’estero, organizza workshop tematici a diversi livelli, espone in personali e collettive le sue opere su tela. E’ docente di illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Genova.

Illustrator, visual designers. Ligurian by birth Milanese by adoption, after a past as Art Director, in 2001 decided to found together with other talents, the Studio Container: visual creativity in co-working, dealing with illustration, graphic design, motion graphics, web design, photography. Its primary purpose is not only the sharing of space but the collaboration of the group on each project by combining different skills and experiences.

She collaborates with la Repubblica and other Italian magazines, illustrates for publishing and advertising in Italy and abroad, organizes workshops at different levels, personal and group exhibitions with his works on canvas. She teaches illustration at the Academy of Fine Arts in Genoa.

• Il tuo Gorgelous Project?

Sono entrata ufficialmente nell’ ”Anno Dell’Imparo”.

Periodicamente ho bisogno di guardare oltre il mio lavoro e soddisfare la mia curiosità con nuovi stimoli creativi. Per questo motivo sto partecipando a numerosi workshop, soprattutto sul pop-up. Lavorare con mani e carta ha su di me l’effetto di una meditazione zen.

I’m officially entered in my “Learning Year .”

From time to time I need to look over my work and satisfy my curiosity with new creative ideas. For this reason I am attending various workshops, especially on the pop-up. Working with hands and paper has on me the effect of a Zen meditation.

• Gorgelous Place?

Casa mia al mare a Noli, dove sono nata. Quando arrivo lì mi sento al giusto posto, sapendo anche che da lì devo andarmene per poter tornare e avere di nuovo quella bellissima sensazione.

My house by the sea in Noli, where I was born. When I get there I am in the right place, even knowing that I have to go there to come back and have that wonderful feeling again.

• Gorgelous Artistic Experience

La scrittura di Simenon. Composizione perfetta, linguaggio asciutto, essenziale. Ogni parola è lì perché quello è il suo posto. Proprio come vorrei dipingere io.

Simenon’s writing. Perfect composition, dry language, essential. Every word is there because that is its place. Just as I want to paint..

• Gorgelous Encounter

Ho incontrato per la prima volta la matita a 4 anni. Mio nonno dipingeva per diletto, mi permetteva di stare con lui in quei momenti solitari, e lì ho imparato a riconoscere l’odore dei colori e il rumore delle matite sulla carta. Amore a prima vista.

I met the pencil for the first time at 4 years old. My grandfather painted for pleasure, allowed me to stay with him in those moments, and there I learned to recognize the smell of colors and the sound of pencils on paper. Love at first sight.

 

• Gorgelous Taste?

Svegliarmi la mattina col profumo del caffè.

Waking up in the morning to the smell of coffee.

• Gorgelous Memory?

Il ricordo del gusto di cose mangiate legato al ricordo delle persone che me le hanno offerte. Il cibo per me ha un rapporto inscindibile con chi lo cucina; le persone mescolano gli ingredienti con il proprio vissuto e i propri umori, interpretando in maniera personale ogni ricetta, anche la più semplice. Questa fusione produce piatti da un sapore unico che nessun altro cuoco può ripetere anche seguendo fedelmente la ricetta. Così ad esempio ricordo perfettamente il profumo dei biscotti alle mandorle che faceva per noi mio zio Riccardo quando lo andavo a trovare da bambina.

The memory of the taste of things to eat tied to the memory of the people who have given to me. The food for me has an inseparable relationship with those who cook it;

people mix the ingredients with their own experience and their moods, playing in a personal way each recipe, even the most simple. This fusion produces dishes with a unique flavor that no other chef can repeat faithfully following the recipe. So for example, I remember perfectly the scent of almond biscuits that my uncle Richard made for us when we visited him, as children.

• Gorgelous Moment?

Il presente

The present

• Gorgelous Dream?

Vivere viaggiando. Una Valigia con poche cose, colori, pennelli e la mia famiglia; viaggiare finchè ho voglia di fermarmi, e lì stare finchè mi viene voglia di ripartire.

Living traveling. A Suitcase with a few things, colors, brushes and my family, traveling as long as I want, until I feel to stop, and stay there until I get the urge to leave. 

• This is Gorgelous! (Quello che ha fatto qualcun’altra e che avresti voluto fare tu.)

Cantare come solo una cantante nera sa fare,

scrivere come chi ha le parole giuste per descrivere.

Ogni espressione che fa risuonare i miei sensi vorrei averla prodotta io.

Non per invidia, ma per il gusto di aver provato, sperimentato e imparato.

 

To sing like only a black singer can do,

to write as one who has the right words to describe.

I would have liked to have produced  myself every expression that echoes my senses. 

Not for envy, but for the sake of having tried, tested and learned. 

• Very personal (un pensiero, una parola, quello che vuoi.)

Qui. Ora.

Here. Now.

 

 

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