GuitArt. Di Alberto Contri.

GuitArt. Di Alberto Contri.

GuitArt sarà a Novegro a Guitars and Beyond il 17 e 18 ottobre.

Nel famoso negozio Retrofret Guitar (Brooklin)

Un nuovo contributor per Gorgelous, una nuova rubrica. GuitArt è la storia a puntate di una grande passione per la musica ma soprattutto per le chitarre più belle del mondo. Alberto Contri è comunicatore, manager e docente universitario di professione, presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, musicista e fotografo per hobby, ma soprattutto è un amico a cui piace raccontare, ed è un piacere ascoltarlo.

TELECASTER NASHVEGAS

Ogni collezione è un po’ come una malattia: possedere pezzi unici, per quello che sono e quello che rappresentano, un modo per continuare a “giocare” anche da adulti.Ma ogni collezione è una cosa seria: oltre un certo livello subentrano inevitabilmente anche considerazioni economiche, relazioni nazionali e internazionali per compravendite, permute, eccetera. Ho cominciato per caso, acquistando come musicista semi-professionista un paio di chitarre. Poi ho contratto il virus della collezione, frequentando poi uno dei negozi di riferimento italiani (GBL) e un liutaio sempre pronti a proporre occasioni uniche e allettanti. Tutto sommato in quel momento me lo potevo permettere, viaggiavo per lavoro e potevo andare a scovare quei pezzi unici in giro per il mondo.

BJG SALUMERIA 122

Pian piano le chitarre sono diventate settanta, formando una collezione che va dalle “vintage” Gibson, Fender e Gretsch dagli anni 30 agli anni 70, per arrivare a pezzi unici, rari o molto particolari dei giorni d’oggi dei migliori liutai del mondo. Bellissime quelle che uniscono la maestria del liutaio al talento di un illustratore.

E poi Michael Spalt e James Trussart, liutai ricchi di invenzione e creatività artistica. (Unica sofferenza, il dover tenere tutte queste meraviglie in un magazzino blindato messo a disposizione da un amico industriale, per il non indifferente problema dei furti su commissione).

Quando posso le porto in giro suonando con la mia band (www.bjgmusic.it), come fossero regine di un harem. L’analogia non è peregrina, perché le chitarre hanno fianchi morbidi, curve sinuose, superfici di legno pregiato, vernici – vecchie o nuove che siano- che hanno odori particolari, ben riconoscibili e addirittura afrodisiaci…ecco che riaffiora la patologìa…!

Telecaster Nash Vegas

Cominciamo la carrellata che potremmo chiamare “GUIT-ART”, con un pezzo unico al mondo, un “one-of-a-kind” presentato dalla Fender al NAMM 2007. Il NAMM è la più grande fiera del mondo che si tiene ogni anno a Los Angeles. E’ abitudine della famosissima casa americana far realizzare qualcosa di unico da presentare alla grande manifestazione insieme alle novità dell’anno. Durante la fiera, volendo, lo si può prenotare presso il distributore che quell’anno ha il privilegio di vederselo assegnare.

Approfittando di un convegno internazionale sulla tv che si teneva proprio a Los Angeles…mi sono fiondato al Namm. Il caso vuole che, pranzando con alcuni distributori tra cui la Sig.ra Bauer, titolare della Casale-Bauer, storico distributore italiano della Fender, ho scoperto che stavolta toccava all’Italia, e così ho piazzato la mia opzione.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERAOltretutto non si trattava solo di una chitarra, ma di un trio composto da strumento-custodia-amplificatore, tutti decorati dall’illustratore Dave Newman con immagini simboliche di Nashville e Las Vegas, due luoghi assai rappresentativi della musica americana. Poter avere quel “trio” significava, oltre che possedere qualcosa di davvero unico al mondo, anche godere di una splendida interpretazione artistica dei simboli di quelle città. Come possedere un pezzo di storia (soprattutto musicale) del principale mito per i musicisti: l’America.

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Non ci ho dormito su per due notti, finchè – dopo un po’ di telefonate con Carlo di GBL per capire quali pezzi poter vendere per racimolare il denaro occorrente – ho confermato la mia opzione alla signora Bauer. Ci sono voluti sei mesi prima che arrivasse in Italia…e finalmente l’ho potuta abbracciare. La splendida custodia la porto spesso in giro ai concerti, e la tengo aperta sul palco come metafora della scatola dei sogni che porto sempre con me…

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TELECASTER NashVegas

A collection is a bit like a disease: owning unique pieces, for what they are and what they represent, is a way for grown-ups to keep toying around. However, collections are not always child’s play: beyond a certain level economic considerations inevitably take over, as well as national and international relationships for sales, trade-ins, and so on.

I began by chance, by purchasing a couple of guitars as a semi-professional musician. Then I got infected by the collecting bug, and started frequenting a luthier and one of the main guitar stores in Italy (GBL), who were always ready to offer unique and appealing opportunities. After all, at that time I could afford it: I often traveled for work so I could go look for unique pieces all over the world.

Little by little, the collection grew to seventy guitars: vintage Gibsons, Fenders and Gretsches from the 30s to the 70s, as well as unique, rare or bizarre masterpieces from today’s best luthiers worldwide. Guitars that combine the mastery of a luthier to the talent of an illustrator can be especially gorgeous. Like the works of Michael Spalt and James Trussart, which are rich in invention and artistic creativity. The only drawback is having to keep such wonders in a vault (made available by an industrialist friend), to avoid dealing with the annoying problem of theft-to-order.

Whenever I can, I take out my guitars to play with my band (www.bjgmusic.it), treating them as the queens of my harem. Not too far-fetched an analogy, considering that guitars have soft hips, sinuous curves, luscious wood surfaces, and paints -be they old or new- with instantly recognizable or even sensual smells… Here is the collector’s bug taking over again!

Let’s start our series, which we may call “GUIT-ART”, with a one-of-a-kind piece presented in 2007 by Fender at NAMM (the largest guitar show in the world, held yearly in Los Angeles). The famous American company often creates unique pieces to show off at the big event alongside each year’s latest releases. During the show, it is possible to book such marvels from the few distributors lucky enough to handle them.

While in Los Angeles for an international conference about television, I spent all my free time at NAMM. As it happens, while having lunch with Mrs. Bauer from Casale-Bauer (the historical Fender distributor for Italy), I found out that she would be assigned this year’s unique piece, so I placed my option.

Besides, it was not just a guitar: a trio, composed of instrument, case and amplifier, all decorated by illustrator Dave Newman with images from Nashville and Las Vegas, two of the most representative places in American music. Getting my hands on that “tryptich” meant not only owning something truly unique in the world, but also enjoying a wonderful artistic interpretation of the symbols of such cities. It was like owning an actual piece of the musical history of America, the dream land for many a musician.

After two sleepless nights considering the deal -as well as several phone calls with Charles from GBL to figure out which pieces I could sell to raise the needed money- I confirmed my option to Mrs. Bauer. It took six months for the guitar to get to Italy, where I would finally embrace it. I often carry the beautiful case at concerts, keeping it open on the stage as a metaphor for the box of dreams that I always take with me…

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Telecaster Route 66. Making of.

Telecaster Route 66. Making of.

Di Alberto Contri.

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La Route 66 fu una strada usata per la migrazione verso ovest, specialmente durante il dust bowl. Nel 1940, John Steinbeck pubblicò Grapes of Wrath (Furore), che gli valse il premio Pulitzer.

Nel 1946, il pianista jazz Bobby Troup scrisse la sua famosa Get your Kicks On Route 66, dopo aver percorso di persona la highway per andare in California. Egli mostrò la canzone a Nat King Cole che la fece diventare uno dei più grandi singoli della sua carriera. La canzone più tardi divenne un pezzo del repertorio di Chuck Berry e fu incisa da molti altri artisti, inclusi i Rolling Stones e i Depeche Mode.

In alcuni dei miei viaggi negli Stati Uniti per lavoro, mi è capitata più volte di percorrerla, in particolare lunghi tratti in Arizona, California e Illinois. Ho visto panorami incredibili, ho incontrato le più diverse Harley Davidson, ho ascoltato in un locale di Phoenix la famosa canzone cantata e suonata da un bel gruppo Blues, e mi sono pure comprato una fibbia per la cintura con il logo.

Dopo aver pubblicato su Gorgelous in Guitart  il pezzo unico Plastiform, splendida Stratocaster illustrata da Pamelina H., le ho scritto proponendo di farmi una Telecaster con un panorama della Route 66. Dopo un andirivieni di fotografie e bozzetti, la chitarra ora è quasi pronta, è stata spedita al tecnico che si occuperà del clearcoat, la verniciatura lucida, e allo specialista degli intarsi sul manico. Dovrebbe essere pronta per Natale. Sicuramente, al primo concerto di BJG (www.bjgmusic.it) la userò per suonare Get Your Kicks On route 66!

The Route 66 was a road used for the westward migration , especially during the dust bowl . In 1940 , John Steinbeck published Grapes of Wrath, which won him the Pulitzer Prize.
In 1946, the jazz pianist Bobby Troup wrote his famous Get Your Kicks On Route 66. He showed the song to Nat King Cole who had become one of the biggest singles of his career. The song later became a part of the repertoire of Chuck Berry and was recorded by many other artists, including the Rolling Stones and Depeche Mode.

In some of my trips to the U.S. for work, I have had several occasions , to travel along many of his km, especially in Arizona, California and Illinois. I saw incredible views, I met the most diverse Harley Davidson, I listened in a Phoenix pub the famous song sung and played by a blues band, and I even bought a buckle for the belt with thelogo .

After publishing on Gorgelous, in Guitart magazine, the one of a kind guitar Plastiform , a beautiful Stratocaster illustrated by Pamelina H., I wrote her proposing to make me a Telecaster with a panorama of Route 66. After a back and forth of photographs and sketches, the guitar is now almost ready, was sent to the specialist who will take care of clearcoat,  and for the inlays on the handle. Should be ready for Christmas. Surely, the first concert of BJG ( www.bjgmusic.it ) I will use it to play Get Your Kicks On Route 66 !

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Guitart. Gears.

Guitart. Gears.

di Alberto Contri.

Di Michae Spalt abbiamo già parlato in questa rubrica, a proposito della chitarra Harley Davidson che mi sono fatto costruire da lui. Questa volta parliamo di altre tre sue creazioni, una delle quali particolarmente famosa. E’ il caso di “Gears”, la chitarra di Michael più pubblicata su libri e monografie dedicati agli strumenti americani. L’idea gli venne dopo aver visitato un vecchio negozio di elettronica che svendeva tutto prima di chiudere. Dopo aver realizzato il corpo, si accorse che, a causa della gran quantità di parti metalliche, la chitarra pesava molto. Ma alla fine si convinse a terminarla con un manico in mogano e palissandro, riducendo il più possibile il peso della tavola. “E’ uno strumento spettacolare – scrive sul suo sito – anche se ancora un po’ pesante!”.

La seconda mi ha attratto per motivi che interessano sicuramente i visitatori di Gorgelous: gli elementi che la costituiscono sono blocchetti di legno su cui una volta venivano inseriti i caratteri di piombo e la lastra di rame che si usava un tempo per stampare le foto. Da vecchio copywriter, non ho saputo resistere.

Come musicista non ho potuto resistere ad acquistare da GBL un’altra magnifica creazione di Michael: si chiama Billy Holiday, perchè c’è una vecchia foto della grande cantante con il suo cane, oltre a pezzi di cassette di liquori e coca-cola trovate in un vecchio locale dove si suonava jazz.

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We already discussed Michael Spalt in this series, and the custom-built Harley Davidson guitar he made for me. Now it’s time for two more of his creations, one of which is particularly famous. “Gears” is Michael’s most published guitar in books and monographs about American instruments. The idea came to him after visiting an old electronics store which was having its final sale and closing down. After creating the soundboard he realized that, because of the large amount of metal parts, the guitar weighed a lot. Eventually, he decided to complete it with a neck made of mahogany and rosewood, carving out as much weight as he could from the soundboard. “It’s a spectacular guitar – he writes on his site – although still a bit too heavy!”

The other piece attracted me for reasons that will surely resonate with Gorgelous readers: it is made with the small wooden blocks once used to set lead type and with an old copper photographic plate. As a former copywriter, I could not resist.

As a musician I could not resist to buy from GBL another terrific creation of Michael: his name is Billy Holiday, because there is an old photo of the singer with his dog, as well as pieces of boxes of liquor and coca-cola found in an old club where they played jazz.

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Guitart. James Tyler.

Guitart. James Tyler.

di Alberto Contri

James Tyler ha iniziato a costruire chitarre su richiesta e a fare riparazioni nei primi anni 1970. La sua reputazione è cresciuta con il passaparola tra la fine del 1980 e l’inizio del 1990, quando molti dei migliori musicisti e session man di Los Angeles ne fecero il loro liutaio di fiducia. James ascoltava le loro richieste, i loro suggerimenti, sperimentava e li migliorava. Oggi, le sue chitarre sono costruite utilizzando la tecnologia state-of-the-art delle macchine computerizzate fresatrici, dei laser, delle stazioni di modellazione 3D e di ingegneria aerospaziale, al fine di garantire la massima qualità e precisione in ogni lavorazione.

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Oltre a costruire strumenti perfetti, James ha cominciato a proporre per gioco delle colorazioni particolari come il ”Psichedelic vomit”, lo “Shmear” e il “Burning Water”. Quella che vediamo è una Studio Elite Red Shmear non più in produzione: fa parte di una serie di strumenti totalmente ispirati agli artisti della action painting americana. A suo tempo la feci costruire apposta ordinandola a GBL di Milano, che non tralascia mai di mostrarti le ultime novità al top di sonorità, qualità e stile di liuteria. Per un po’, James Tyler ha quasi smesso di produrre, a causa della diagnosi di un tumore al cervello. Felicemente operato, è tornato alla testa della sua piccola squadra di 4 collaboratori rilanciando alla grande il suo laboratorio.

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James Tyler has started building guitars to order and making repairs in the early 1970s. In the ’90s his reputation grew by word of mouth, when many of the best Los Angeles musicians and session men made him their go-to luthier. James listened to their requests and suggestions, experimented and improved on them. Today his guitars are constructed using state-of-the-art computerized milling machines, lasers, 3D modeling stations and aerospace engineering, in order to ensure the highest quality and precision in every process. In addition to building the perfect instruments, James jokingly began to offer a variety of special colors such as “Psychedelic vomit”, “Shmear” and “Burning Water”.

What we see here is an out-of-production Studio Elite Red Shmear: it is part of a series of instruments totally inspired to American action painting artists. I had it made to order by submitting a request via GBL Milan, where they always display the latest news at the top of sound, quality and style. James Tyler had to stop working for a while due to a brain tumor diagnosis. After a successful surgery, he went back to leading his small workshop and 4 artisans, relaunching his brand.

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Guitart. Francesco Olivieri “Manouche” 45/50

Guitart. Francesco Olivieri “Manouche” 45/50

di Alberto Contri

Francesco Olivieri “Manouche” 45/50

Francesco Olivieri è stato un importante liutaio di scuola romana dei primi del 900. Da Roma si trasferì in Sicilia, a Catania, e intorno agli anni 40 emigrò a Parigi, continuando a costruire chitarre, mandolini e banjo, finchè non scopri la Selmer-Maccaferri, la chitarra con la caratteristica buca ovale usata dal grande zingaro/jazzista Django Rheinhardt. Olivieri ne semplificò il complicato gioco di incatenature del piano armonico, impiegando per realizzare le sue chitarre di stile “Manouche” (zingaro) legni particolarmente pregiati. Il modello che analizziamo qui contiene tutte le innovazioni di Olivieri: invece che in abete, la tavola è in cedro rosso del Libano, è tutta bordata da trapezi in osso, mentre il battipenna è in celluloide nera con intarsi in madreperla che rappresentano delle cetre. Le fasce e il fondo sono tratte da un meraviglioso taglio di legno brasiliano jakaranda: il retro della cassa, splendidamente fiammato, ricorda un quadro di Braque. Se questa chitarra costituisce uno dei pezzi più interessanti della mia collezione, il merito è del liutaio Leonardo Petrucci, che ogni tanto torna dai suoi viaggi a Parigi con qualche bella rarità. Leonardo suona anche chitarra e mandolino nella mia band “BJG roots music”, e così ho spesso occasione di conoscere da vicino ( e quando posso, fare miei) alcuni degli strumenti del passato di cui si occupa. Recentemente ha esposto a Sarzana una delle sole sei chitarre costruire da Antonio Stradivari: inarrivabile!

Manouche back

Francesco Olivieri’s  “Manouche” 45/50

In the early 1900s, Francesco Olivieri was an important luthier from the Roman school. From Rome he moved to Catania in Sicily, then around the 1940s he emigrated to Paris, and kept building guitars, banjos and mandolins until he discovered the Selmer-Maccaferri, a guitar characterized by the typical oval hole and used by the great gipsy jazz musician Django Reinhardt. Olivieri simplified the complex set of interconnections in the soundboard, creating his “Manouche” (gipsy-style) guitars with especially valuable woods.

Today’s piece includes all Olivieri’s innovations: the soundboard is in red Lebanon cedar instead of fir, enveloped by bone trapezoids, while the pickguard is made out of black celluloid inlaid with lyre-shaped mother-of-pearl inserts. The bands and the bottom are made out of a wonderful cut of Brazilian Jakaranda wood; the back, beautifully decorated with flames, is reminiscent of a Braque painting. I owe this uniquely interesting piece of my collection to the luthier Leonardo Petrucci, who occasionally returns from his Paris trips with some nice rarity. Leonardo plays guitar and mandolin in my band  “BJG roots music” and so I often have the opportunity to learn aboout – and occasionally acquire – some of the historical instruments he deals with. Recently he exhibited in Sarzana one of only six guitars built by Antonio Stradivari: unattainable!

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Guitart. Pamelina H.

Guitart. Pamelina H.

di Alberto Contri

Si chiama Pamelina Hovnatanian, ma è universalmente nota come Pamelina H. A dieci anni pubblicò la sua prima illustrazione su Vampirella. Nata nel New Jersey, ha poi scelto Monterey, in California, come luogo di elezione. Ha illustrato e disegnato di tutto: facciate di case, bici e moto,  caschi, loghi per musicisti e concerti, tatuaggi, chitarre.

Già, chitarre. Nel 1989 si presentò al Custom Shop della Fender con il suo portfolio, e da allora è nata una costante collaborazione: mentre il master builder lavora alla chitarra, lei procede a realizzare il concept dell’illustrazione, e quando l’idea è definita, se la fa mandare per procedere al lavoro reale sullo strumento. Se volete saperne di più, andate a leggere due articoli di Stratcollector, un magazine on line specializzato qui e anche qui:

Venendo all’argomento Guitart di questa settimana, tutto nasce una sera in macchina, mentre con il mio amico-collezionista Franco Malugani, detto Frank, si stava andando a sentire in periferia una band di amici. Frank, che non aveva mai ceduto alle mie insistenze affinchè mi vendesse una rara Stratocaster tutta in alluminio e decorata Harley Davidson, mi dice tra una chiacchiera e l’altra che l’indomani avrebbe messo su e-Bay la sua Stratocaster Plastiform, uno splendido strumento con manico in acero birds-eye, illustrato da Pamelina con una tecnica mista di aerografo e computer design, giocando intorno al logo della Fender. Frank è così: tanto facilmente si innamora, al punto di prendere l’aereo per andare a New York per farsi fare una Pensa Suhr su misura, ma altrettanto facilmente si disinnamora per passare ad altro tipo di appagamento della sua strana libido da collezionista. E’ così, che frequentandola spesso, ho avuto modo di arricchire la mia collezione con pezzi davvero notevoli: la chitarra in questione è oltretutto un pezzo unico. E io me lo tengo stretto: il Master Builder del Fender Custom Shop che l’ha firmata è stato soprannominato il “Master Builder delle Stelle”. Infatti ha realizzato chitarre su ordinazione per Mick Jagger, Keith Richards, Bob Dylan, Roger Waters and Gene Simmons, solo per nominarne alcune…

pamelina2Her name is Pamelina Hovnatanian, but she is universally known as Pamelina H. At 10 she published her first illustration for Vampirella. Born in New Jersey, she then chose to live in Monterey, California. She has illustrated and designed just about everything: house facades, bicycles and motorcycles, helmets, musician and concert logos, tattoos, guitars.

Yes, guitars: in 1989 she showed up at the Fender Custom Shop with her portfolio, and that was the birth of a lasting collaboration: while the master builder working on the guitar, she develops the concept of the illustration, and, when the idea is defined, she starts working on the actual instrument. If you want to know more, you can read two articles from Stratcollector, an online magazine focusing on Fender guitars: article 1article 2.

Coming to this week’s Guitart, the story begins while driving to a small concert in the suburbs with my friend and collector Franco “Frank” Malugani. I had been pestering him for a long time to sell me a rare aluminum Stratocaster etched with Harley Davidson logos, but he was not giving in. While chatting, he told me that the next day he would sell his Stratocaster Plastiform on eBay. The Plastiform is a wonderful instrument with a neck made of birds-eye maple and illustrated by Pamelina with a mixed airbrush and computer design technique, playing around with the Fender logo.

Frank can be like that: as easily as he falls in love (to the point where he can fly to New York to have a Pensa Surh made to order), he can fall out of it, turning his lustful collector eye to new guitars. By sticking around him, I was therefore able to enrich my collection with several remarkable pieces: the Plastiform is a really unique item, and I intend to hold on to it, also because the Master Builder of this guitar is Todd Krause. Calling Todd the “Builder to the Stars” would be a vast understatement: he has built custom instruments for Mick Jagger, Keith Richards, Bob Dylan, Roger Waters and Gene Simmons, to name only a few…

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