Sweet Burka

Sweet Burka

Afghan-born artist Behnaz Babazadeh hopes to spark a conversation about the burka … by wrapping herself in candy.

When Behnaz Babazadeh was young, her family moved from Afghanistan to the US. She loved almost everything about her new home — especially America’s amazing selection of candy — but she also loved wearing her familiar pink-flowered headscarf, which she’d grown used to wearing as part of her school uniform in her old home. So she proudly wore it to her first day of American school — where she found herself facing down the piercing stares of her classmates and grilled by the school security guard. continue on ideas.ted.com

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E se il cielo si riempie di lucciole.

E se il cielo si riempie di lucciole.

Ero ospite da amici in campagna, ai margini di un bosco e in lontananza si vedeva il mare. Non c’era luce, solo il fuoco su cui si scaldavano i testi per i Panigacci*.
Ad un certo punto il mio cielo si è riempito di lucciole. Non una, non dieci, mille lucciole. E quando tu passi la vita a cercare la bellezza nelle cose, quando hai un blog che si chiama Gorgelous che alla fine cerca di tirar fuori schegge di bellezza dal mondo, quando pensi che la vita abbia usato tutti gli effetti speciali che aveva per sorprenderti e che ora non ti meriti più niente, ecco che invece arrivano le lucciole.
Sono stata tramortita da una notte buia senza luce illuminata solo da una danza di lucciole in amore. Sa di troppo melenso? Lo so ma un po’ di miele su un blog che si occupa di cibo male non fa.
Ho cercato di fotografarle, ma le emozioni fragili sfuggono a chiunque tenti di catturale.

Quelle lucciole, le cui immagini ho preso a prestito da Ellie Davies, sono un condensato di bellezza, di nostalgia, di ingenuità, di purezza. Quelle lucciole mi hanno messa in crisi. Quelle lucciole mi chiedono un salto nel buio, di trasformare la bellezza in un progetto capace di incantare. Quelle lucciole mi stanno chiedendo di cambiare tutto. O forse di accettare di sorprendermi ancora.

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*I panigacci della Lunigiana, nella loro versione più nota, hanno la forma di piccole focacce e si preparano con dei contenitori di terracotta, chiamati testi, che vengono arroventati sul fuoco a legna, poi ci si versa dentro un impasto liquido di acqua e farina. Nonostante la semplicità assoluta degli ingredienti, questo tipo di preparazione conferisce ai panigacci sapori e aromi veramente unici. Vengono serviti con salumi e formaggi, oppure dopo essere bolliti in acqua calda si condiscono con pesto, ragù o olio e parmigiano grattugiato.
I panigacci sono veramente squisiti e meritano da soli un’arrampicata tra le montagne della Lunigiana. Però è molto difficile farli in casa. Servirebbe un grande camino, i testi, una montagna di legna e molto tempo a disposizione.
Nella val di Magra, verso il mare, tra La Spezia e Carrara, ne esiste una versione “prêt-à-porter” che si può fare in qualunque casa. Gli ingredienti sono gli stessi: acqua, farina e un pizzico di sale. Lo strumento che si usa per farli di chiama testo, come quello della versione originale, però è una cosa totalmente diversa, è una padella di ghisa, senza bordi e con un lungo manico.
via giallozafferano.it

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Gelatine con forte personalità. The “Jelly film”.

Gelatine con forte personalità. The “Jelly film”.

“The Jelly Film” by Jenny van Sommers

Le gelatine hanno una propria personalità.
Quella in basso a destra è un po’ shoe-gazer. Poi c’è quella super estroversa in alto a destra. Quella arancione è sempre di buonumore. E quella marrone è come quelle persone che stanno lì in discoteca e all’improvviso hanno una botta di energia, poi si sente imbarazzata e smette all’improvviso di ballare..
Jenny Van Sommers, fotografa, lavora a Londra, negli Stati Uniti e in Francia.

jennyvansommers.com

Who is she?

Jenny Van Sommers lives and works in London with frequent visits to the US and France

“Jellies all have distinct personalities and everybody relates to a different one”
says van Sommers of the appeal of each delectable that marks her first foray into film. “The one on the bottom right is a bit of a shoe-gazer (like me). Then there’s the super-extrovert on the top right-hand side. The orange jelly is the person who is always in a good mood. And the brown one is the person at the disco who is standing there and then suddenly gets a burst of energy and really goes for it, then gets embarrassed and stops dancing. He’s a bit of a weirdo.”

Via Nowness.com

More works:

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