The Birth of Saké

The Birth of Saké

“Fare il saké è come tirar su un bambino. Devi nutrirlo in modo appropriato.”.

Il trailer ufficiale di Birth of Saké. Un documentario su Tedorigawa, distilleria di sakè a Ishikawa in Giappone.

The Birth of Saké from erik shirai on Vimeo.

“Sake making is a living thing. If you compare it to human beings, it would be like raising a child. You have to nurture it properly.

“The Birth of Saké” is a documentary film about the workers and production seasons at Tedorigawa, a fifth-generation, family-owned sake brewery in Ishikawa, Japan. The film will give viewers a rare look into an intense atmosphere of a working sake brewery. Director/Erik Shirai, Producer /Makoto Sasa, Project Manager/Tara Hohenberger.

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Teorema di Incompletezza

Teorema di Incompletezza

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Teorema di Incompletezza è un’opera dei Masbedo (2008)

Un uomo e una donna. Una relazione che si fa sempre meno sacra e un’intimità sempre più fragile. Un discorso che li allontana, in una solitudine sempre più marcata. La bellezza del bianco, il calore di un momento di condivisione metaforico, quello del cibo, ridotto in frantumi come la relazione che rappresenta.

Masbedo sono Nicolò Massazza (1973, Milano) e Iacopo Bedogni (1970, Sarzana). Vivono e lavorano a Milano.

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Un pasticciere molto maniacale. Al cinema.

Un pasticciere molto maniacale. Al cinema.

“IL PASTICCIERE” di LUIGI SARDIELLO IN SALA DAL 31 OTTOBRE con MICROCINEMA

Arriva in sala il 31 ottobre distribuito da Microcinema, Il pasticciere un film di Luigi Sardiello, con Antonio Catania, RosariaRusso con la partecipazione di Ennio Fantastichini e con l’amichevole partecipazione di Emilio Solfrizzi.

Antonio Catania è Achille Franzi, un pasticciere sensibile e raffinato, la cui vita è rigorosamente scandita dai tempi di ordinazione, preparazione e consegna dei dolci. Da quando aveva dodici anni, la sua vita si è svolta unicamente nel laboratorio della pasticceria del padre, i cui consigli e le cui massime rappresentano il proprio manuale di interpretazione della vita. I clienti sono il suo unico contatto con il mondo esterno, in grado di garantirgli una vita quieta, ripetitiva e al sicuro da ogni sorpresa. Ma un giorno, suo malgrado, uno scherzo del destino lo costringe ad entrare nei panni di un finanziere senza scrupoli che ha ordito una truffa colossale. Da questo momento la sua vita cambia radicalmente costringendolo a uscire nel mondo…

Considero “Il Pasticciere” un film di confine. Tra due paesi separati da una “terra di nessuno”. Tra il bene e il male. Tra il noir e gli altri generi.
Tutta la storia ruota attorno al suo personaggio icona. Dolcemente apatico rispetto allo scorrere degli eventi, Achille Franzi è un pasticciere diabetico, segnato da un trauma infantile che lo ha reso incline a essere spettatore della propria vita. Ma il destino, a volte, ci chiede di operare una scelta, ed è quello che Achille sarà costretto a fare, riprendendo a modo suo, in un finale imprevisto, la propria vita.
(LUIGI SARDIELLO)

Il soggetto e sceneggiatura sono di LUIGI SARDIELLO, scenografia di GIULIA PARIGI, costumi di GRAZIA COLOMBINI, suono di ANTONIO BARBA, musiche originali di ANDREA TERRINONI, montaggio di MAURO RUVOLO, fotografia di ROCCO MARRA ed è prodotto da ALESSANDRO CONTESSA per BUNKER LAB, in associazione con C.R. Football Management & Cinestars, con il sostegno del Mibac, di Rai Cinema, dell’Apulia Film Commission, della Regione Basilicata, della Bcc San Marzano di San Giuseppe, di Feudi di San Marzano.

Nella proiezione di giovedì 31 alle 20.30 al QUATTRO FONTANE di Roma il regista e il cast saluteranno il pubblico.

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Le palette colori dei film

Le palette colori dei film

Quanto mi piace questo progetto. Oggi leggendo il post mi sono imbattuta in moviesincolor “A blog featuring stills from films and their corresponding color palettes.

A tool to promote learning and inspiration. Updated daily.”, Mi piace l’idea che sia uno strumento che promuova l’apprendimento e l’ispirazione. Io ho una grandissima sensibilità per i colori, guardo ogni giorno la realtà attraverso una palette ampissima. I colori indistinti mi infastidiscono, quei colori che non sanno bene cosa vogliono essere. Poi i colori che gridano vendetta, quelli che si accompagnano l’un l’altro con leggiadria, quelli a cui non avevi mai pensato e quelli che non ti sai vedere addosso, quelli che vorresti mettere ma che tieni nell’armadio perché non osi veramente, quelli che ami in segreto ma non lo puoi dire, quelli che ti metti per compensare la tua fragilità, come fossero una maschera. Io ho visto un cane di un grigio meraviglioso. Devo ammetterlo vorrei un cane di quel grigio (ma è un’eresia lo so avere un cane per il colore, non è superficialità, e che potrei amarlo già solo per quello).

Venendo ai film e al telecinema in tanti anni di pubblicità ho lavorato con direttori di fotografia bravissimi e soprattutto con Adriano Mestroni, il più grande colorist che abbia mai incontrato. E’ riuscito a trasformare e a dare personalità a immagini che non l’avevano. Bello vederlo lavorare. Per guardare le schede e i credit di queste foto moviesincolor.

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