Di Michele Mancaniello.

Di cosa stiamo parlando? Del film di Nanni Loy, “Pacco, doppio pacco e contro paccotto”, film del 1993, l’ultimo per il cinema diretto da Nanni Loy. Il film, strutturato ad episodi, è ambientato nella Napoli degli anni novanta in cui imbroglioni più o meno professionisti, si arrangiano cercando di truffare il prossimo. Il titolo richiama il sistema del “pacco”, ossia della truffa ai danni del malcapitato di turno.” (da wikipedia).

Il pacco. Appunto. Ma cosa dice il dizionario del “pacco”?

 Pacco [pàc-co] s.m. (pl. -chi)

         1 Confezione di uno o più oggetti, avvolti in un foglio di carta o in un pezzo di tela o di altro materiale SIN involto: ricevere, disfare un p. || p. regalo, che contiene qlco. da regalare | p. viveri o p. dono, contenente viveri e generi di prima necessità da distribuire a chi si trova in condizioni di bisogno | p. bomba, ordigno nascosto in un pacco, che esplode quando viene aperto

            2 Equipaggiamento destinato a un particolare impiego: p. di medicazione

            3 fig. fam. Fregatura, delusione: il concerto è stato un vero p. || tirare un p., venire meno a un impegno

            4 tecn. Complesso di fogli metallici, lamiere ecc.: il p. delle balestre

Il vocabolario non lo dice, quindi lo aggiungo io: oggi è consuetudine usare il termine “pacco” anche per indicare i cosidetti “attributi” maschili.

Ma non solo: il “pacco” lo ritroviamo anche nell’arte. Quella più’ moderna, concettuale, la cosiddetta “land-art”, l’arte che ridisegna il paesaggio: Christo e Jeanne Claude impacchettano tutto, dal Ponte Neuf di Parigi, al  Reichstag di Berlino ma anche alberi e interi isolotti nel mare di fronte Miami.

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Ma noi, nel nostro quotidiano, con i pacchi quanto abbiamo a che fare? Tanto: perché se la parola pacco la decliniamo nella sua accezione di elemento contenitore, quindi imballaggio o packaging (termine inglese talmente di uso comune che lo si ritrova pure nel vocabolario italiano: “packaging s. ingl. inv.; in it. s.m. inv.Nel l. del marketing, la confezione di un prodotto che lo rende più invitante o che ne facilita il trasporto e l’utilizzazione”) ci accorgiamo di vivere circondati da pacchi.

Ed è proprio del packaging, in particolare quello alimentare, che voglio scrivere. Non tanto dell’imballaggio, quello asettico – sia esso una anonima bianca vaschetta in polistirolo espanso o un contenitore in carta – la cui funzione è quella di garantire il trasporto, la conservazione e lo stoccaggio del bene quanto del packaging, inteso come strumento catalizzatore capace di suscitare l’interesse del consumatore, attraverso un adeguato uso di forme, colori e grafica. Un vero e proprio strumento di comunicazione, in grado di determinarne o meno il successo commerciale di un prodotto.

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Ovviamente un buon progetto di packaging non può limitarsi ad una grafica accattivante ma deve tener conto di altri fattori, come ad esempio, le modalità di consumo, la relativa praticità nell’aprire/chiudere il contenitore oltre alle necessità legate all’esposizione negli scaffali dei punti vendita. Fruiamo del cibo, in mobilità, con tempi strettissimi, e questo implica – necessariamente – che il packaging risponda a queste specifiche contingenze, quali quella di mangiare direttamente dalla confezione (senza, ovviamente, sporcarsi) o di farlo in piedi, camminando o mentre si guida l’auto. Altro fattore che fa di un packaging un buon progetto è rappresentato dalla sostenibilità ambientale. I contenitori alimentari, rappresentano una delle principali componenti dei rifiuti prodotti quotidianamente dalle famiglie. Un buon progetto di packaging non può quindi assolutamente prescindere dall’idea di sostenibilità della confezione, un concetto che presuppone oramai un’attenzione che va al di la della semplice ecologia dei materiali utilizzati (bioplastiche, carta, bamboo e altri materiali compostabili). Una corretta idea di packaging sostenibile ha a che fare non solo con i materiali ma anche – e soprattutto – con le politiche con le quali tutto il processo produttivo e di commercializzazione del prodotto si realizza, avvalendosi di aziende che lavorano con le energie rinnovabili e che rispettano i diritti dei lavoratori.

Vi siete mai chiesti quanto “il pacco” influenzi le nostre scelte, i nostri gusti, ci condizioni nel muoverci, prendere, stringere in un modo piuttosto che in un altro?

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Viviamo circondati da pacchi: alcuni contengono alimenti, altri, attenzione, contengono l’immagine, ma solo quella, dei nostri desideri.