Johnny , chef di Shinto, sushi restaurant, Jaguar Lounge, in Via Ludovisi 39 a Roma.

Ha scritto il suo cognome sulla mia Moleskine, Tanyono, o Liu Kha Fi in cinese. Ma è solo Johnny per tutti. Il nome Shinto letteralmente significa “città nuova”, nasce da Shintoismo che significa “cammino verso la luce”. Shinto è un nuovo modo di intendere il sushi, che diventa la sintesi di gusti orientali e sapori occidentali, in un mix di creatività e continua sorpresa. Sono stata in dubbio se raccontare la storia di Johnny in Gorgelife o farne un’intervista. Ma poiché è nata così, non ho voluto tradire le intenzioni.

• Gorgelous Project

La continua ricerca sull’innovazione che facciamo in questo posto.

• Gorgelous Place

Sidney. Mi ci hanno mandato da solo a 9 anni. Sono cresciuto lì anche professionalmente.

• Gorgelous Art

Le arti marziali. Più ancora della cucina. Pratico Lam pak panda, una disciplina del Kungfu. Le arti marziali sono confidenza, espressione, meditazione, disciplina. Come in cucina. Tutta passione e principi.

• Gorgelous Person/Incontro

Antonello, il manager di Shinto. Senza di lui tutto questo non sarebbe possibile.

• Gorgelous Taste

Agrodolce

• Gorgelous Memory

Il matrimonio, che mi ha portato in Italia, nel 2005.

• Gorgelous Moment

Avevo 14 anni, lavoravo come aiuto cuoco nel mio primo ristorante, Edna’s Table a Sidney. Dovevo tagliare noci tutto il giorno, e puntualmente mi tagliavo le dita. Un giorno lo chef mi chiese: “Ma ti piace tagliarti le dita?”. Da quel momento ho studiato come usare un coltello, adesso taglio tranquillamente con una mano e 4 coltelli. Sai come mi chiama la comunità cinese? Il re del coltello.

Mi ricordo lo schiaffo dello chef per cui lavoravo quando, di fronte ad un filetto (In Australia si cucinano filetti da 220/250 grammi), mi chiese di valutarne la cottura. Non ne avevo idea, spiai la comanda. Partì lo schiaffo. Una volta ho messo il sale nella crema. Ero responsabile di dolci e antipasti…

Ho girato il mondo sempre da solo, da quando avevo nove anni. Ora sono sei anni che sono qua e mi sono attaccato a questo paese. Mio padre era malesiano, mia madre indonesiana. A nove anni mi hanno spedito a scuola in Australia, poi ho cominciato a lavorare 20 ore al giorno. Pelavo patate. Poi ho fatto un anno di scuola di cucina e dopo, 6 mesi di esperienza senza stipendio.

• Gorgelous Dream

Lavorare su una nave da crociera.

• This is gorgelous! (quello che ha fatto un altro e avresti voluto aver fatto tu. ndr)

Il mio sogno era lavorare da Tetsuya’s a Sidney , un posto da 800 dollari a persona: “sei troppo giovane” mi ha detto lo chef. Sogno infranto.

• Very personal.

Vorrei imparare di più. In Australia eravamo 30 chef in ogni cucina. Era un continuo imparare. Qui non è così.

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Johnny, Shinto’s chef, sushi restaurant, Jaguar Lounge, 39, Via Ludovisi in Rome.

He wrote his name on my Moleskine, Tanyono, or Kha Fi Liu in Chinese. But he’s Johnny for everybody. The name Shinto literally means “new city” was inspired by Shintoism, which means “journey to the light.” Shinto is a new way of intending sushi, which becomes the synthesis of Eastern and Western flavors, in a mix of creativity and constant surprise. I was in doubt whether to tell the story of Johnny in Gorgelife or to make an interview.

• Gorgelous Project

That continuous research on innovation that we do here at Shinto. 

• Gorgelous Place

Sidney where I’ve grown up.

• Gorgelous Art

The martial arts. More than cooking. I practice Lam pak panda, a discipline of Kungfu. The martial arts mix confidence, expression, meditation, discipline. As in the kitchen. Full of passion and principles.

• Gorgelous Person/Encounter

Antonello, the manager of Shinto. Without him nothing would be possible.

• Gorgelous Taste

Bitter-sweet

• Gorgelous Memory

The marriage, which took me to Italy, in 2005.

• Gorgelous Moment

I was 14, I worked as an assistant cook in my first restaurant, Edna’s Table in Sydney. I had to cut nuts all day, and promptly cut my fingers. One day the chef asked me: “But do you really like to cut your fingers?”. From that moment I learned how to use a knife, cut easily with one hand now, and 4 knives. Do you know how the Chinese community calls me? The king of knives. I remember the slap of the chef I used to work with, when faced with a fillet (in Australia we cooked fillets from 220/250 grams), asked me to evaluate the cooking. I had no idea, I tried to read. He left the slap. Once I put salt in the cream. I was in charge of desserts and appetizers …

I have always travelled the world alone, since I was nine years old. After six years in Italy I feel linked to this country. My father was Malaysian, my mother Indonesian. At nine I was sent to school in Australia, then I started working 20 hours a day. I skinned potatoes. Then I did a year of cooking school and later on 6 months of experience without being paid.

• Gorgelous Dream

Working on a cruise ship.

• This is gorgelous! (a project that somebody else did, and you wish you’ve done, ed)

My dream was to work in Tetsuya’s in Sydney, a place to $800 per person: “you’re too young,” the chef said. My broken dream.

• Very personal

I would like to learn more. In Australia we were 30 chefs in our kitchen. There was a constant learning. Here it is not.