Ci sono donne bionde come la maionese, dal fascino francese come la maionese e facili alle pazzie, come la maionese. La maionese seduce oltre il gusto e i suoi amanti non sanno resisterle. È quella salsa che, spalmata sulla ragione, corrompe i pensieri con cucchiaini di follia. Che la maionese non sia un tipo facile, si capisce subito dalla richiesta dell’uso della frusta.

Frustami.

La richiesta della frusta coglie molti pretendenti impreparati. Alcuni restano annichiliti, altri battono in ritirata lasciando gli slip sguarniti e privi di volontà offensiva, pochi osano. Il bisogno della frusta impone la presenza di un polso fermo, di una mano decisa e capace di condurre la danza. Quando si comincia il vorticoso rapporto con la maionese non si può smettere, né tornare indietro, altrimenti impazzisce, anzi impazziscono tutti, soprattutto se gli ingredienti non legano, vittime di una voglia matta.

Per la maionese ci vuole l’uovo fresco e l’uomo sodo. Non è roba per temperamenti glabri, è necessario del pelo. Nel braccio di ferro tra i sessi arriva sempre il momento in cui gli uomini devono capire se c’è bisogno di prendere o di comprendere. Se non si capisce la differenza tra questi due estremi è meglio un solitario digiuno o accontentarsi della mestizia di una minestra.

La maionese non ha logica, esige solo intuito, dotazione di cui l’essere maschile spesso è privo. Per questo l’intesa con la maionese è un traguardo a cui arrivano coloro che mantengono il controllo di sé, e non quelli che si perdono nel vizio. C’è un momento in cui bisogna saper prendere, c’è un tempo in cui si deve lasciare. La maionese picchia sul fegato ma il suo desiderio ha effetti ancora peggiori perché lo rode. È una salsa che vive di relazioni scivolose in cui occorre meditare e muoversi con cautela, altrimenti sarà lei a finire e sfinire l’amante, lasciandolo esanime come un tubetto spremuto fino allo spasimo.

Sono in tanti ad andare pazzi per la maionese, ma pochi sanno che desiderarla ogni giorno è una pazzia.