In origine l’insalata era solo verdura, col tempo è diventata un modo di essere, una forma espressiva che ciascuno interpreta secondo il gusto, mettendoci dentro gli ingredienti che preferisce. L’insalata è una delle metafore più efficaci del nostro stile di vita che condisce le giornate con impegni, appuntamenti, relazioni in abbondanza.

Sarà che il mondo è più complesso e che aumentano le possibilità ma inevitabilmente siamo anche più complessati. Per quanto tutti si dannino per trovare la formula dell’insalata perfetta, ci sono momenti in cui ci troviamo seduti davanti un piatto che non vorremmo mangiare, eppure l’abbiamo preparato noi. È vero che la realtà supera sempre la fantasia, e a volte si allontana talmente tanto che le persone si perdono senza sapere dove si trovano.

Anche la vita affettiva può diventare un’insalata affollata di presenze che non hanno un ruolo chiaro, né vogliamo che lo abbiano. È un miscuglio spacciato per festa in cui non si vieta l’accesso a nessuno, dal dado di emmenthal, al carciofino, alla cipolla sottaceto, un caos in cui si va avanti sperando di digerire tutto. Il rischio è che l’insalata diventi un gran pasticcio, un insieme di sapori e ingredienti nemici, che non vanno né su né giù, amori indigesti per cui il bicarbonato non basta.

Se si vuole essere dei bravi insalatieri, bisogna saper selezionare, amalgamare, condire, ci vuole una mano esperta o una capacità artistica che fa del caos un’opera d’arte, come l’insalata di Pollock. Chiunque al posto di Pollock, con gli stessi ingredienti, avrebbe combinato una schifezza, un pastrocchio infantile privo di gusto. Invece il risultato ottenuto da Pollock è meraviglioso e la sua opera avvicina l’uomo al sublime. Il problema è che, non so voi, ma io non sono Pollock.

Se l’insalata che avete preparato non vi piace, fermatevi e ricominciate, iniziando col togliere quello che di certo non vi piace: un’erba amara, un latticino troppo acido, quella bacca viola che avete scelto per simpatia o per essere originale. Andate sul sicuro e scegliete ingredienti semplici, buoni ma pochi.